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Gheddafi negozia: lascio ma mai nessun processo. Insorti rifiutano

Stando ad alcune fonti Gheddafi avrebbe proposto agli insorti un negoziato, dove avrebbe detto che sarebbe pronto ad uscire di scena, lasciare il potere in Libia, a patto non essere processato davanti a nessun tribunale. Gli insorti respingono la proposta.

Stando ad alcune fonti di Al Jazira e del quotidiano saudita che pubblica a Londra "Asharq al Awsat", Gheddafi avrebbe proposto agli insorti un negoziato. A fare da ambasciatore per Gheddafi un ex primo ministro del regime, Azouz al Talhi, che si sarebbe recato a Bengasi per riferire al Consiglio nazionale a interim la proposta del colonnello. Gheddafi pare che sarebbe disponibile ad uscire di scena in cambio di garanzie sulla sua incolumità e quella dei suoi familiari, nonché sul proprio patrimonio. Condicio sine qua non è anche l'assicurazione di non essere processato davanti a nessun tribunale (compreso quello de L'Aja, quindi). Gheddafi avrebbe proposto quindi la convocazione di una sessione straordinaria del Congresso generale del Popolo (il Parlamento libico) per annunciare il trasferimento di potere. Ma il Consiglio nazionale "provvisorio" degli insorti sembra che abbia rifiutato il negoziato di Gheddafi, tanto che Azouz al Talhi, parlando alla Tv di Stato libica, avrebbe chiesto di "dare una possibilità al dialogo nazionale come soluzione per risolvere la crisi, per fermare lo spargimento di sangue ed evitare che gli stranieri vengano a prendersi il nostro Paese un'altra volta".

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