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Gheddafi: mai più petrolio ad ENI. Frattini: siamo noi a non volerlo

Gheddafi ricorda all'Italia di aver violato il trattato di Amicizia che prevedeva la reciproca non aggressione, e annuncia che per questo l'ENI non estrarrà più una goccia di petrolio dalla Libia. Frattini replica: "Siamo noi che non vogliamo fare contratti".

Quando si dice mantenere i patti. Il governo libico sotto il colonnello Gheddafi annuncia infatti di aver interrotto ogni tipo di collaborazione con l'Eni, e questo perché la Libia aveva stipulato con l'Italia un trattato di Amicizia che prevedeva la "non aggressione". L'Italia l'ha di fatto violato, e ora rimene senza il petrolio libico. A qualcuno quindi potrebbe forse suonare quantomeno curiosa la replica di Franco Frattini, quando afferma che "siamo noi che non vogliamo e non possiamo fare contratti" perché la Libia "è sotto embargo". Gheddafi non chiude però le porte a tutti i Paesi, solo all'Italia in quanto traditrice di un patto e di una amicizia. Il governo libico sarebbe infatti disposto a far entrare compagnie petrolifere sia francesi che statunitensi, a patto naturalmente che "rivedano la loro partecipazione ai raid aerei" che stanno "uccidendo i bambini innocenti", come denuncia dalla TV libica lo stesso Gheddafi. Intanto che i bombardamenti vanno avanti, però, la Libia non sembra stare con le mani in mano, e mentre da una parte Gheddafi invita il popolo che gli è rimasto fedele a "marciare su Bengasi" dall'altra il suo governo tratta con russi e cinesi, molto interessati al petrolio libico e che, se la guerra non finirà come l'ha prevista la NATO, probabilmente subentreranno al posto dell'Eni.

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