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Gheddafi: invaderemo Europa come cavallette. Libia è come un fast food

La Francia ammette di aver fornito, via aerea, armi ai ribelli libici, ma la NATO assicura che l'embargo è stato rispettato. Gheddafi intanto torna a parlare, minacciando di invadere "l'Europa come cavallette".

In Libia, dove la NATO sta combattendo una guerra per cacciare dal potere il colonnello Gheddafi, teoricamente ci dovrebbe essere un embargo dell'ONU sulle armi, come ricorda anche la Russia che denuncia infatti la "grave violazione" della Francia, visto che ha ammesso di aver fornito armi via aerea ai ribelli libici. Ma solo per proteggere i civili, sottolinea Parigi. Il capo dell'alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, precisa che la NATO non è coinvolta in questa operazione francese, anche se Stati Uniti e Gran Bretagna sembra che abbiano comunque sostenuto che l'iniziativa della Francia è comunque giustificata dalle norme ONU. Anche Rasmussen afferma infatti che la NATO ha "messo in pratica con successo" la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla Libia, compresa la parte dell'embargo sulle armi. Una dichiarazione che ai più lascia quantomeno un certo tipo di stupore, soprattutto se non abituati al "bispensiero" che sembra dominare la società moderna. Il colonnello Gheddafi, quindi, invita i suoi fedelissimi a sequestrare le armi che la Francia spedisce via aerea ai ribelli sulle montagne di Nafusa, lasciando a loro la possibilità poi di perdonare, o meno, i ribelli. Muammar Gheddafi torna inoltre a parlare, anche se solo telefonicamente, ad una piazza Verde di Tripoli gremita. Come altre volte, il colonnello assicura al suo popolo che la Libia "vincerà la sua guerra contro l'Occidente", invitando la NATO a "cessare i suoi raid", altrimenti "dovrà affrontare una catastrofe". "Se lo decidiamo, possiamo portare lo scontro anche in Europa - continua Gheddafi - Invaderemo l'Europa come cavallette". Gheddafi invita quindi la NATO a lasciare "a terra gli aerei" e avviare "discussioni con il popolo libico", sottolineando che infatti "la fine della crisi (in Libia, ndr) è in mano alla gente che è scesa in strada". "La democrazia libica dominerà il mondo - conclude il dittatore - e trionferà come trionfò la rivoluzione francese". E' Hillary Clinton a rispondere a distanza, invitando Gheddafi a smetterla con le minacce e a pensare da una parte al "benessere del suo popolo" e dall'altra a "lasciare il potere". Intanto, l'Unione africana fa sapere che non darà esecuzione al mandato d'arresto spiccato dalla Corte penale internazionale nei confronti di Gheddafi, chiedendo al tempo stesso al Consiglio di Sicurezza di attuare le disposizioni necessarie per l'annullamento del processo della Cpi contro la Libia. E mentre Gheddafi parlava via telefono con il suo popolo radunato a Tripoli, il figlio Seif al-Islam compariva in video su una tv russa, sostenendo: "La Libia, per chi ci attacca, è come un fast food: tutti vogliono dividersi la torta - aggiungendo - e in fretta".

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