le notizie che fanno testo, dal 2010

Gheddafi in piazza: Italia inginocchiata alla Libia

Gheddafi parla a Tripoli, di fronte ad una Piazza Verde in cui si sono raccolti molti dei suoi sostenitori. E ancora ribadisce che la Libia "ha fatto inginocchiare l'Italia". L'invito di Casini di "sospendere immediatamente il Trattato di Amicizia" diventa più urgente.

Solo ieri, durante la trasmissione di Michele Santoro "Annozero", Pier Ferdinando Casini, leader dell'Ucd aveva affermato senza mezzi termini (come non si era ancora sentito da quasi nessuna altra parte politica) che Gheddafi è "un criminale" e che finita questa guerra civile in Libia dovrà essere processato per crimini contro l'umanità davanti alla Corte internazionale de L'Aja.
Casini ricorda che a suo tempo, in Parlamento, solo L'Udc, L'Italia dei Valori e i deputati radicali avevano bocciato il Trattato d'Amicizia sottoscritto nel 2008 sotto il governo Berlusconi, che sancisce che l'Italia dovrà risarcire la colonizzazione fascista della Libia con ben 5 miliardi di dollari in 20 anni.
Oggi Muammar Gheddafi torna a parlare ai suoi sostenitori direttamente affacciato a Piazza Verde a Tripoli, ricordando tra le altre cose: "Noi con questa rivoluzione abbiamo distrutto la colonizzazione italiana, noi con la nostra rivoluzione possiamo lottare contro qualsiasi attacco che viene da fuori - e afferma - Il popolo è armato e apriremo tutti i nostri magazzini per dare armi a tutto il popolo".
Non è la prima volta che Gheddafi parla del trattato stipulato con l'Italia nel 2008, anche se stando alle sue parole tutto si può intendere tranne che vi sia quel rispetto che un Trattato d'Amicizia dovrebbe comportare.
Gheddafi infatti afferma a pieni polmoni: "Questo è il popolo che ha fatto inginocchiare l'Italia, la rivoluzione ha fatto inginocchiare l'Italia, qui (affianco a Gheddafi, ndr) c'è il figlio di Omar al-Mukhtar (l'eroe della resistenza anti-coloniale libica arrestato dai fascisti, ndr), abbiamo costretto l'Italia a pagarci l'indennizzo per la colonizzazione".
A questo punto, e a maggior ragione, l'invito di Pier Ferdinando Casini di "sospendere immediatamente il Trattato di Amicizia con Tripoli" risulta ancora più urgente. In maniera lungimirante Casini spiega infatti che ciò è essenziale se "non vogliamo che passi l'immagine che l'Italia è amica di Gheddafi e non del popolo libico" sottolineando che "quel trattato impedisce all'Italia qualsiasi azione internazionale e qualsiasi iniziativa a favore del popolo libico".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: