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Gheddafi, ONU apre inchiesta. Chi gridò in italiano "non sparare"?

Gheddafi è morto, ma ancora non sembra chiaro come, e per questo viene chiesto all'ONU di aprire una inchiesta sulla vicenda, che forse chiarirà anche perché in un video diffuso via internet, che mostra l'ex rais prigioniero, vi è una persona che grida in italiano "non sparare".

"Ci sono quattro o cinque versioni su come sia morto. Bisogna che ci sia un minimo di inchiesta su quello che abbiamo visto" afferma Rupert Colville, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Navi Pillay, commentando la notizia della morte del dittatore libico Muammar Gheddafi. Navi Pillay ha infatti chiesto di aprire un'inchiesta ONU per capire cosa sia realmente successo, visto che più di un filmato diffuso su internet dimostra palesemente che Gheddafi fu catturato vivo, mentre un secondo lo immortala ormai morto, con un colpo di arma da fuoco alla tempia. Ad alimentare il mistero, inoltre, il fatto che in questo filmato (http://is.gd/CtEmcm), dove si vede l'ex dittatore insanguinato che viene fatto scendere da un pick-up da coloro che lo tengono prigioniero, si sente un uomo che dopo una raffica di colpi d'arma da fuoco grida, in italiano, "no, non sparare". Un particolare che viene segnalato da molti utenti all'Adnkronos, come riporta l'agenzia di stampa stessa, ma che finora non sembra essere stato chiarito. Come non è accertabile ancora il fatto se sul corpo di Gheddafi sia stata effettuata o meno l'autopsia. Il cadavere dell'ex rais, insieme a quello del figlio Mo'tassim, è rimasto infatti esposto in una cella frigorifera di un vecchia macelleria affinché i libici potessero vedere la fine del dittatore e fargli anche una foto "ricordo". Alcune fonti annunciano che il CNT avrebbe affermato che "nessuno aprirà il corpo del rais né oggi né in un altro giorno", mentre un funzionario dello stesso Consiglio nazionale libico, che domenica 23 ottobre dovrebbe proclamare ufficialmente la liberazione della Libia, avrebbe detto alla BBC che l'autopsia infine è stata eseguita a Misurata. Stesso mistero sul luogo dove verrà seppellito il cadavere. La BBC spiega che il corpo verrà riconsegnato ai familiari, mentre altre voci parlano dell'idea di gettare il cadavere in mare, come avvenne per Osama Bin Laden. Se comunque l'autopsia verrà (o è stata) fatta, i risultati dovranno poi essere spediti alla Corte penale internazionale dell'Aja, e saranno essenziali per dissipare ogni dubbio sul fatto che il corpo martoriato ripreso dai cellulari sia davvero quello di Gheddafi e non quello di qualche sosia. Intanto cominciano le prime polemiche anche su come sia stata trattata la salma dell'ex rais, visto che secondo la religione islamica il corpo deve essere seppellito il più velocemente possibile. La tribù di appartenenza di Gheddafi, gli Al-Gaddadfa, ha infatti chiesto "all'ONU, all'Organizzazione della conferenza islamica e ad Amnesty International di spingere il governo nazionale transitorio di consegnare i corpi dei martiri" alla loro "tribù di Sirte" per "permettere loro di eseguire la cerimonia di sepoltura secondo il costume e le leggi dell'Islam", come riporta Asia News (http://is.gd/DVEiO8). Intanto la NATO, che annuncia la fine della missione per il 31 ottobre, precisa che "l'uccisione di Gheddafi" non è mai stato il loro obbiettivo, anche se il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, fa notare come in realtà il convoglio su cui viaggiava Gheddafi "non minacciava nessuno", sottolineando: "Non c'è alcuna relazione tra la no-fly zone e un attacco mirato contro un obiettivo a terra, tanto più contro questo convoglio che non rappresentava in nessun modo una minaccia per i civili visto che non soltanto non attaccava nessuno, ma si può anche dire che fosse in fuga". Lavrov spiega quindi che l'uccisione del rais avrebbe violato la Convenzione di Ginevra, come riporta "The Independent" (http://is.gd/35Ko9h), rammentando che "un prigioniero di guerra non può essere ucciso". La Russia, comunque, sembra in questo momento particolarmente preoccupata del fatto se il futuro governo libico rispetterà quegli accordi economici stipulati quando Gheddafi era ancora al potere, esattamente come la Cina, che ora sembra finalmente appoggiare il CNT, lo stesso che ora dovrà indire entro 8 mesi delle elezioni che permetteranno di formare un consiglio nazionale incaricato di scrivere una Costituzione e formare un governo ad interim. La tribù a cui apparteneva anche Gheddafi, però, ha fatto sapere di aver eletto Saif al-Islam come erede del padre per "liberare la Libia dai ribelli della NATO", anche se la sorte del figlio del rais è ancora avvolta nel mistero.

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