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Turchia, Erdogan sfida Trump: Gerusalemme Est capitale della Palestina

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan sfida Donald Trump ed esorta tutti gli Stati del mondo, soprattutto quelli a maggioranza islamica, a riconoscere Gerusalemme Est capitale della Palestina, sulla base dei suoi confini del 1967.

Dopo aver promesso di combattere con assoluta fermezza la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, arriva la contromossa di Recep Tayyip Erdogan.
Nel corso di un vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) ad Istanbul, il presidente della Turchia ha infatti esortato gli Stati del mondo a riconoscere Gerusalemme Est come capitale della Palestina.
Erdogan ha quindi chiesto l'accelerazione del processo di incorporazione degli insediamenti presenti a Gaza ed in Cisgiordania negli accordi internazionali.

"Dobbiamo incoraggiare altri Paesi a riconoscere lo Stato palestinese sulla base dei suoi confini del 1967 con Gerusalemme Est come sua capitale" aggiunge anche il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Ieri lo stesso Cavusoglu aveva lamentato il fatto che "alcuni Paesi mondo islamico" non avevano ancora espresso una dura condanna alla mossa di Trump, condannando la loro soggezione agli Stati Uniti.
"Se non proteggiamo Gerusalemme oggi, quando la proteggeremo? Se non possiamo difendere Gerusalemme, una delle tre città sante dell'Islam, cosa potremmo mai difendere?" aveva sottolineato quindi il ministro degli Esteri turco.

Il leader palestinese Mahmoud Abbas bolla la mossa di Trump come "un dono al movimento sionista" che sostiene il presidente americano, avvertendo che questa mossa rischia di "trasformare una lotta politica in una religiosa".
Abbas considera infatti il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele come il "crimine più grande" nonché una grave violazione del diritto internazionale, e per questo annuncia che cercherà una far approvare dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una risoluzione che annulli la decisione di Washington.

Trump di fatto ha attuato una decisione approvata nel 1995 dal Congresso degli Stati Uniti, ma mai applicata da tutti i presidenti americani.
Questo perché vìola le risoluzioni delle Nazioni Unite sulla Palestina, le quali stabiliscono che lo status di Gerusalemme debba essere deciso durante i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi. Le risoluzioni ONU proibiscono inoltre esplicitamente di istituire strutture diplomatiche nella Città Santa prima che l'accordo di pace venga negoziato. Al contrario, Trump ha annunciato che sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

Anche il presidente russo Vladimir Putin considera "controproducenti le mosse che anticipano il risultato dei negoziati tra israeliani e palestinesi", spiegando che tali atti "sono destabilizzanti e non aiutano a risolvere la situazione, ma provocano invece conflitti".

© riproduzione riservata | online: | update: 13/12/2017

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