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Moody's: prospettive rating Germania negative, a causa Italia e Spagna

Moody's si abbatte anche sulla solidissima Germania, oltre che sui Paesi Bassi ed il Lussembergo. Per tutti e tre, rimane la tripla A ma l'outlook passa da stabile a negativo. La colpa? La possibile uscita dall'euro della Grecia e la fragilità di Italia e Spagna.

Brutto colpo, soprattutto psicologico, per la Germania, che si è vista abbassare da Moody's la prospettiva sul rating AAA da stabile a negativo. Stesso discorso, vale anche per i Paesi Bassi ed il Lussemburgo, mentre per Moody's la Finlandia conferma non solo la sua tripla A ma anche un outlook stabile. A pesare per Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo è la "crescente incertezza riguardo l'esito della crisi dell'euro debito, a causa dell'attuale quadro politico, nonché il rischio di una maggiore probabilità di uscita della Grecia dalla zona euro, che comprende in particolare l'impatto che tale eventualità avrebbe su altri Paesi membri dell'area euro, in particolare Spagna e Italia". Moody's inoltre sottolinea che anche se l'uscita dall'euro della Grecia venisse evitato, in tal caso ci sarà la "crescente probabilità di un maggior impegno collettivo per altri Stati sovrani, in particolare Spagna e Italia". L'agenzia fa quindi notare che però i maggiori costi cadranno su quelle economie con un rating più alto, aggiungendo "se la zona euro dovesse essere conservata nella sua forma attuale". Per Moody's, quindi, "il livello di incertezza circa le prospettive per l'area dell'euro, e il potenziale impatto di scenari plausibili agli Stati membri, non sono più coerenti con prospettive stabili". Moody's spiega di continuare a ritenere che la fine dell'"unione monetaria" sarebbe "profondamente negativa per tutti i membri dell'area dell'euro", e per questo si aspetta "una forte risposta politica nell'eurozona".
Moody's sottolinea quindi che la scelta di portare a negativo l'outlook della Germania, così come dei Paesi Bassi e del Lussemburgo, è motivata per "il continuo deterioramento del contesto macroeconomico e di finanziamento di Spagna e Italia", aumentando il rischio e la possibilità che entrambi i Paesi richiedano a breve "un certo tipo di supporto esterno". Naturalmente non solo morale ma economico. Moody's fa quindi notare che "l'entità di tali passività potenziali" è molto più grande rispetto a quella di Atene, "a causa delle loro dimensioni e dei loro oneri sul debito", sottolineando per esempio che "la dimensione dell'economia della Spagna e del suo mercato obbligazionario è circa il doppio della dimensione di quelli di Grecia, Portogallo e Irlanda messi insieme".
Moody's precisa che "nel lungo termine, le riforme istituzionali all'interno della zona euro avranno il potenziale per rafforzare la solvibilità della maggior parte o di tutti i governi dell'area dell'euro, tuttavia - precisa - nel periodo transitorio (che potrebbe durare molti anni), la pressione supplementare inciderà in particolare sui bilanci delle nazioni più forti". Per lo stesso motivo, precisa Moody's, nel febbraio 2012 ha classificato come negativo anche l'outlook di Austria e Francia. La Finlandia, aggiunge Moddy's, rappresenta la sola eccezione tra i "rating AAA" dell'area dell'euro, perché finora non è rimasta influenzata dalla crisi dell'euro, anche grazie alla sua limitata esposizione e per il suo piccolo e "domestico" sistema bancario nazionale.
Ad incidere sulle prospettive del rating della Germania, infatti, c'è anche la "vulnerabilità del sistema bancario tedesco al rischio di un peggioramento della crisi del debito dell'area dell'euro", spiegando che "le banche tedesche sono molto esposte nei confronti di quei Paesi dell'area euro maggiormente a rischio, in particolare Italia e Spagna". Moody's avverte quindi che il rating della Germania potrebbe essere downgradato non solo se "il governo tedesco utilizzerà il proprio bilancio per sostenere il sistema bancario, portando ad un aumento significativo il livello del debito pubblico", ma anche se "qualsiasi Paese dovesse uscire dall'unione monetaria europea, in quanto si prevede che un tale evento potrebbe innescare una catena di shock del settore finanziario e pressioni di liquidità".

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