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Cetrioli Killer: batterio Ehec terrorizza. Psicosi danneggia tutti

Dei "cetrioli killer" di una spedizione contaminata proveniente dalla Spagna hanno provocato un'epidemia in Germania e "problemi, in misura minore, anche in Svezia, Danimarca, Gran Bretagna e Olanda" come scrive Coldiretti. Possibili danni all'export Made in Italy per via della psicosi in Germania.

In Germania si vive una vera e propria "psicosi" per via della contaminazione di una partita di cetrioli da parte del batterio Escherichia coli, chiamato anche "Ehec" dai ricercatori. Pare che, come ha anche confermato la Commissione europea, i cetrioli "contaminati" che subito sono diventati in sintesi i "cetrioli killer", facciano parte di una spedizione di cetrioli contaminati che provenivano dalla Spagna. Ancora le indagini sono in corso, ma c'è anche l'ipotesi che i cetrioli siano stati contaminati durante il trasporto. Il panico, ciò che non riesce a fare Fukushima, con in suo fallout radioattivo, nemmeno in Giappone, è un cetriolo a combinarlo soprattutto in Germania. Una vera e propria "psicosi", come scrive anche Coldiretti, fa sì che il consumatore teutonico non consumi più nessun tipo di ortaggio, compresa l'insalata e non importa da dove provenga. In questo modo anche l'Italia, nel suo export verso la Germania, potrebbe essere danneggiata, come comunica Coldiretti, visto che esportiamo "nel paese del Cancelliere Merkel verdure e legumi per un valore di 460 milioni di euro nel 2010, in aumento del 28 per cento su base annua" e la "psicosi che si è diffusa tra i consumatori tedeschi", continua il comunicato "riguarda anche le insalate e le altre verdure crude in mense aziendali, grandi catene di fast-food, supermercati e panetterie dopo che il batterio Ehec, noto con il nome di Escherichia coli, ha provocato morti e centinaia di intossicati". In Italia, scrive l'organizzazione degli agricoltori fondata da Paolo Bonomi "è consigliabile comunque preferire le ottime produzioni italiane verificando sull'etichetta, obbligatoria per legge, la provenienza dei cetrioli acquistati". "L'Italia importa cetrioli e cetriolini dalla Spagna per un quantitativo che ha superato gli 8 milioni di chili nel 2010. - scrive Coldiretti - La Spagna è uno dei principali fornitori di alimenti dell'Italia con un valore dell'export che è stato pari nel 2010 a 3,5 miliardi di euro in aumento del 19 per cento. L'ortofrutta fresca - precisa la Coldiretti - rappresenta una delle principali voci con un valore di 591 milioni di euro e in questo momento il nostro Paese è invaso da pesche, albicocche, ciliegie e susine provenienti dalla penisola iberica". Tutto questo, aggiunge l'organizzazione, "dimostra l'importanza dell'etichettatura di origine degli alimenti nel garantire la sicurezza alimentare dei cittadini e la necessità di estenderla a tutti i prodotti alimentari, come previsto dalla legge recentemente approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, la cui operatività è ingiustamente frenata dall'Unione Europea".

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