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Batterio Killer: cetrioli contaminati Ehec. In Italia sotto controllo

I "cetrioli killer" contaminati dal "batterio killer" come tutta la stampa europea "etichetta" la vicenda, da noi non provoca nessuna "psicosi". La situazione in Italia è "sotto controllo" anche secondo il Ministero della Salute, che però raccomanda poche, ma essenziali, norme igieniche.

Sarà lo "stellone" italiano, sarà la proverbiale "fortuna" dello stivale (ultimamente però un po' messa in discussione) ma in Italia "non c'è mai pericolo". Fortunatamente, aggiungiamo. Dalla crisi della centrale nucleare di Fukushima (situazione irrisolta che continua con l'espulsione di elementi radioattivi nell'atmosfera http://is.gd/2UdOwa) agli ultimi "cetrioli killer", nulla sembra turbare la nostra "protezione" proverbiale, forse anche per i vari gesti apotropaici in cui quasi ogni italiano quotidianamente di esibisce. I cosiddetti "cetrioli killer" che la stampa europea vuole che provengano (già contaminati) dalla Spagna, e che altre fonti ipotizzano siano stati "contaminati" altrove, continua a seminare il panico in tutta Europa. In Germania i cetrioli contaminati da un ceppo particolarmente "aggressivo" dell'Escherichia coli (forse E.coli O 104: H4) ha provocato 11 morti e centinaia di intossicati, ma anche in Svezia, Danimarca, Gran Bretagna e Olanda (come segnalava Coldiretti negli scorsi giorni) il batterio "Ehec" ha dato parecchi problemi. Fortunatamente in Italia invece nessun problema e nessun pericolo, nemmeno di "psicosi". Lo psicodramma di questi giorni, come titola qualche quotidiano, è solamente politico (ovviamente della parte che ha perso le amministrative). Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha dichiarato ieri al TG1 che "i Nas hanno sequestrato a scopo preventivo 7 quintali di cetrioli" e che: "Saranno fatti gli esami per vedere se si trova il batterio. Entro 24-36 ore al massimo il sequestro verrà sbloccato". Sempre il Ministro della Salute, dal portale del Ministero, in merito all'infezione da cetrioli contaminati ha dichiarato che: "Per quanto riguarda il nostro Paese, ho interessato l'Istituto superiore di sanità che riceve dal S.S.N. tutte le segnalazioni di Sindrome Emorragica Uremica (SEU) e il NAS per individuare eventuali arrivi dalla Spagna di cetrioli contaminati, anche se, al momento attuale nel nostro Paese non sono stati segnalati casi dovuti a questo sierotipo". Il Ministero comunque raccomanda "Poche norme igieniche, quali ad esempio lavare molto bene le verdure, gli utensili utilizzati in cucina, lavarsi bene le mani ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli da lavare, sono in grado di evitare episodi di tossinfezione alimentare da E.coli". Ma se i consumatori sono stati rassicurati dal Ministero anche la Coldiretti certifica l'assenza di "psicosi" da "cetriolo killer" in Italia. Difatti, come si legge in un comunicato non c'è "nessun effetto sui consumi in Italia" (anche se l'organizzazione segnala che "con la riapertura dei mercati la psicosi all'estero mette a rischio le esportazioni"). Secondo un indagine Coldiretti/Swg: "il 91 per cento degli italiani si fida di più del cibo prodotto in Italia perché è ritenuto più fresco (25 per cento), garantito da maggiori controlli (25 per cento) ed è più sicuro perché rispetta leggi più severe (19 per cento)". Insomma, il cetriolo è sempre meglio italiano ma, come rassicura il Ministero della Salute sui "cetrioli contaminati da Escherichia Coli, situazione sotto controllo".

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