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Batterio E.coli in salame di cervo italiano, ma non è quello killer

"Io rinascerò salame di cervo a primavera" potrebbe canticchiare il batterio di Escherichia coli. Il Ministero della Salute ha reso noto infatti "la presenza di un batterio di E.coli su un salame di cervo prodotto in Italia". Ma è improbabile che sia quello "killer".

"Io rinascerò salame di cervo a primavera" potrebbe canticchiare, parafrasando la famosa canzone di Riccardo Cocciante, il batterio di Escherichia coli. Il Ministero della Salute ha infatti reso noto "che è stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia, sul quale si sta procedendo ad effettuare le necessarie indagini" precisando però che una "qualsiasi correlazione con l'epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza". In poche parole, il Ministero della Salute tende ad escludere che questo batterio di E.coli trovato nel salame di cervo made in Italy possa essere quello "killer" che in Germania ha già causato 17 vittime, e una in Svezia, senza contare le migliaia di persone infettate. Ferruccio Fazio ribadisce quindi che in Italia "la situazione è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata", consigliando solo ai cittadini che si devono recare nel nord della Germania "di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell'epidemia non sarà stata accertata". Finora infatti l'unico dato certo su questo ceppo di Escherichia coli, che sta causando così tanti contagiati, è che è particolarmente aggressivo e antibiotico resistente, ma quest'ultimo fatto "non costituisce un fattore di rischio" come sottolinea il Presidente dell'ISS Enrico Garaci, spiegando che per l'infezione da E.coli, infatti, "la terapia antibiotica non è consigliata e, anzi, può risultare controproducente, causando un aumento del rilascio della tossina nel lume intestinale da parte dei batteri uccisi dall'antibiotico, con conseguente aumento della concentrazione di tossina nel sangue e aumento del danno renale".

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