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Paesi G7 finanziano il carbone, compresa Italia. WWF: governo Renzi pubblichi dati

"I Paesi del G7, Giappone e Germania in primis, continuino a finanziare massicciamente le centrali a carbone e l'estrazione del pericoloso combustibile fossile all'estero, in palese contraddizione con l'impegno assunto pubblicamente per limitare l'inquinamento da carbonio e gas serra", fa sapere in una nota il WWF. Anche l'Italia, nonostante le rpoimesse di più rinnovabili da parte di Renzi, "aumenta i propri crediti alle esportazioni per il carbone nel 2015".

"I Paesi del G7, Giappone e Germania in primis, continuino a finanziare massicciamente le centrali a carbone e l'estrazione del pericoloso combustibile fossile all'estero, in palese contraddizione con l'impegno assunto pubblicamente per limitare l'inquinamento da carbonio e gas serra" denuncia in una nota il WWF presentando il rapporto "Swept Under the Rug: How G7 Nations Conceal Public Financing for Coal Around the World" redatto in collaborazione con il Natural Resources Defense Council (NRDC) e Oil Change International.

Nel rapporto inoltre si scopre che anche "l'Italia ha incredibilmente aumentato i propri crediti alle esportazioni per il carbone nel 2015, garantendo un prestito per la centrale a carbone di Punta Catalina nella Repubblica Domenicana". Risale infatti proprio alla seconda metà dell'anno scorso (nonostante la promessa di più rinnovabili fatta da Matteo Renzi) la garanzia per il finanziamento, pari a 632 milioni di dollari, da parte dell'agenzia italiana di credito alle esportazioni SACE, per un impianto a carbone nella Repubblica Dominicana.

E questo nonostante poche settimane fa, a New York, 175 Paesi hanno firmato l'accordo sul clima di Parigi, impegnandosi a contenere l'aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi centigradi per evitare una catastrofe climatica.

Il WWF osserva quindi: "Nonostante gli impegni assunti, i Paesi del G7 continuano a finanziare il peggiore dei combustibili fossili per miliardi di dollari, contribuendo ad aggravare il cambiamento climatico e le condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo. - rivelando - Tra le nazioni del G7, il Giappone si classifica come la peggiore, con finanziamenti pari a più di 22 miliardi di dollari per impianti a carbone all'estero nel periodo 2007-2015, e con l'annunciata intenzione di investire altri 10 miliardi di dollari in progetti futuri. Seguono la Germania con finanziamenti pari a 9 miliardi di dollari, gli Stati Uniti con circa 5 miliardi, la Francia con un ammontare pari a 2,5 miliardi di dollari, l'Italia con 2 miliardi di dollari, il Regno Unito con 1 miliardo e il Canada con meno di 1 miliardo".

Si evidenzia quindi che "le emissioni delle centrali elettriche a carbone finanziate dai paesi del G7 dal 2007 al 2015 raggiungono un totale 101 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, provocando danni all'atmosfera, al clima del pianeta e alla salute della popolazione mondiale". Ma gli autori del rapporto riportano inoltre che "i risultati potrebbero rappresentare una sottostima delle reali dimensioni della finanza del carbone internazionale. Attualmente, infatti, i finanziamenti viaggiano attraverso canali opachi e poco chiari come istituti di credito all'esportazione, che tengono nascosto il loro sostegno allo sviluppo dei combustibili fossili".

Per questo motivo NRDC, Oil Change International e il WWF chiedono "la divulgazione dei dati relativi al finanziamento pubblico per il carbone e la destinazione del denaro pubblico verso progetti di energia pulita come l'energia eolica e solare".

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