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Senza Brexit UE ci farà ingoiare anche il riso di Fukushima, passando da Londra

In queste ore c'è chi spera che i risultati del referendum diano ragione ai sostenitori della Brexit anche per evitare che nel prossimo futuro l'Unione europea ci farà ingoiare, oltre all'austerity, anche il riso di Fukushima utilizzando Londra come primo approdo.

Mentre gli inglesi sono impegnati nel voto sulla Brexit si diffonde (si fa per dire) la notizia che la Gran Bretagna sarà il primo Paese membro dell'UE ad importare il riso proveniente da Fukushima, dove nel 2011 tre reattori della centrale atomica sono andati in meltdown anche se la Tepco per mesi ha creato un deliberato cover-up per tentare di nascondere la verità e il peggior disastro nucleare di tutti i tempi.

In queste ore quindi c'è chi spera che i risultati del referendum diano ragione ai sostenitori della Brexit anche per evitare che nel prossimo futuro l'Unione europea ci farà ingoiare, oltre all'austerity, anche il riso di Fukushima utilizzando Londra come primo approdo.

La Gran Bretagna sarà la terza Nazione, dopo Singapore e la Malesia, ad importare il riso coltivato in prossimità delle 600 tonnellate di uranio fuso altamente radioattivo che la Tepco non riensce neanche a trovare all'interno dei tre reattori.

Da luglio 2016 infatti Londra importerà 1,9 tonnellate di riso chiamato Ten no Tsubu, prodotto dalla giapponese Zen-Noh ma venduto agli inglesi attraverso una società commerciale britannica. E l'obiettivo di Zen-Noh è chiaro: "Utilizzare Londra per espandere la vendita del riso proveniente dalla prefettura di Fukushima in altri Paesi membri dell'Unione europea".

Già da tempo l'UE, come conferma anche il Ministero dell'agricoltura, delle foreste e della pesca del Giappone, sta gradualmente eliminando le restrizioni sulle importazioni di alimenti prodotti a Fukushima, escludendoli via via dalla lista di controllo obbligatorio sulle radiazioni, come da regolamento introdotto dopo il disastro nucleare del 11 marzo 2011. E nel settembre 2015 la Commissione europea aveva avanzato proprio la richiesta di esentare dai controlli anche il riso.

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