le notizie che fanno testo, dal 2010

Nucleare, Fukushima: anche i robot muoino per le radiazioni

A 5 anni dal disastro di Fukushima Daiichi la Tepco non è ancora riuscita ad evitare il rischio che le acque del sottosuolo vengano contaminate dal materiale radioattivo presente nei reattori 1, 2 e 3, la cui esplosione nel 2011 ha provocato la fusione dei noccioli. A morire per le radiazioni che fuoriescono da Fukushima non sono solo gli esseri viventi, soprattutto quelli presenti dell'Oceano Pacifico, ma anche i robot.

A 5 anni dal disastro di Fukushima Daiichi la Tepco non è ancora riuscita ad evitare il rischio che le acque del sottosuolo vengano contaminate dal materiale radioattivo presente nei reattori 1, 2 e 3, la cui esplosione nel 2011 ha provocato la fusione dei noccioli. I lavori del "muro di ghiaccio" sotterraneo da erigere attorno alla centrale atomica sono fermi. In teoria il muro sarebbe stato completato a febbraio ma la Tepco non ha ancora pompato l'acqua da congelare, promettendo che lo farà entro la fine dell'anno. Nel frattempo le radiazioni filtrano fino a raggiungere le falde acquifere e l'Oceano Pacifico.
Le autorità inoltre non sanno ancora come smaltire l'acqua altamente radioattiva immagazzinata in un numero sempre crescente di barili stoccati attorno alla centrale nucleare, che più di una volta si sono aperti sversando tutto il contenuto, manco a dirlo, nell'Oceano Pacifico.

A tutto questo si aggiunge il fatto che a morire per le radiazioni che fuoriescono da Fukushima non sono solo gli esseri viventi ma persino i robot. I livelli di radiazione presso l'impianto di Fukushima, nonostante la propaganda tranquillizante, sono ancora talmente elevati che nemmeno per i 5 robot della Tepco è possibile accedere. O meglio, i robot riescono anche ad entrare nei reattori ma poi non sono più in grado di uscirne. Naohiro Masuda, a capo del reparto di decommissioning della Tokyo Electric Power Company ha ammesso infatti che "è estremamente difficile accedere all'interno della centrale nucleare a causa degli straordinari livelli di radiazioni".

I robot della Tepco, progettati dalla Toshiba, hanno il compito di "nuotare" nelle piscine radioattive per recuperare le barre di combustibile, dal peso di centinaia di tonnellate. Ma non appena i robot si avvicinano ai reattori, la radiazione distrugge il loro impianto elettico e li rende inutili. "Ci sono voluti due anni per sviluppare questa funzione singola del robot" spiega Masuda, ma a quanto pare tutto è stato inutile. I circuiti dei robot vengono infatti immediatamente distrutti dall'enorme radiazione presente nella centrale.
Tepco promette che avrà un nuovo robot pronto entro il 2017. Il problema è che finora la Tepco è riuscita a completare solo il 10% del lavoro di decontaminazione, ammettendo che il processo di smaltimento potrebbe richiedere dai 30 ai 40 anni.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: