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Foia Italia: verso trasparenza ma ora serve formazione dipendenti PA

Il 17 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto Freedom of Information Act (Foia italiano), il primo degli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione. Un provvedimento per fornire maggiori diritti ai cittadini in tema di trasparenza e accesso civico ma ora "è necessario un investimento sulla formazione e informazioni dei dipendenti della PA" sottolinea Cittadinanzattiva.

"L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto Freedom of Information Act (Foia italiano - decreto trasparenza, ndr) introduce finalmente in Italia il diritto di conoscere per i cittadini" afferma il direttore di Forum PA (FPA) Gianni Dominici commentando il varo definitivo del governo Renzi del primo degli undici decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, già approvato lo scorso 20 aprile dalle Commissioni Affari Istituzionali di Camera e Senato.

"Il testo definitivo mantiene gli impegni presi da ministro Marianna Madia rispetto ai punti più critici del disegno di legge, sui quali riserve erano state espresse sia dal Consiglio di Stato che da FPA, da molti anni impegnato sul fronte della trasparenza dell'amministrazione pubblica, dell'open government e degli open data" assicura il Forum PA, con Dominici che sottolinea come ora "l'obiettivo è quello di accompagnare una riforma così importante con strumenti legislativi adeguati, in particolar modo sotto forma di linee guida semplici e chiare che accompagnino le amministrazioni a gestire al meglio l'introduzione delle nuove norme sulla trasparenza".

Soddisfazione anche da Cittadinanzattiva che ha lavorato affinché fossero migliorati alcuni aspetti fondamentali che di fatto peggioravano i diritti dei cittadini in tema di trasparenza e accesso civico. In tema di accesso civico per esempio è stato eliminato l'obbligo di identificare chiaramente dati o documenti richiesti, è stata esplicitata la gratuità del rilascio di dati e documenti, è stato stabilito che l'accoglimento o il rifiuto dell'accesso dovranno avvenire con un provvedimento espresso e motivato.

"Questo primo traguardo è importante ma la strada verso i risultati reali è ancora lunga, non solo per la fase di transizione che il decreto concede alle pubbliche amministrazioni per riorganizzarsi, ma anche perché una volta fissata la norma bisognerà avviare davvero una cultura vera della trasparenza. Adesso è necessario un investimento sulla formazione e informazioni dei dipendenti della PA che dovranno applicare le nuove norme poiché una legge da sola non basta se non è accompagnata anche da significativi cambiamenti culturali da parte di chi dovrà applicarla" conclude Isabella Mori, responsabile politiche per la Trasparenza di Cittadinanzattiva.

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