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Freedom Flotilla 2: partita la prima nave, si chiama Dignité Al Karama

Parte con "dignità" la prima nave della Freedom Flotilla 2, la seconda missione pacifica e pacifista per portare aiuto e "lettere d'amore" alla popolazione di Gaza. Sperando che tutto vada per il meglio e non si ripeta l'"incidente" della prima spedizione, con 9 morti per un attacco israeliano.

L'avventura di pace della Freedom Flotilla II è partita. Dalla Corsica è infatti salpata sabato 25 giugno la "Dignité – Al Karama" (cioè "dignità" sia in francese che in arabo), prima nave partita non da Marsiglia, come si pensava in un primo momento, ma dal porto corso di Ile-Rousse. La missione si chiamerà "Stay Human" in onore di Vittorio Arrigoni (pacifista dell'International Solidarity Movement barbaramente ucciso a Gaza da dei terroristi, http://is.gd/L3TqAT), la cui firma negli articoli e personale motto era proprio "restiamo umani". L'obbiettivo della Freedom Flotilla 2, dopo i tragici eventi della precedente missione (31 maggio 2010, nove morti per un attacco israeliano in acque internazionali a largo di Israele ad una nave della Gaza Freedom Flotilla, la Mavi Marmara) è come sempre molto chiaro: "L'obiettivo che si prefigge la Freedom Flotilla 2 è di raggiungere Gaza via mare, attraverso le acque internazionali e quelle di Gaza stessa, per portare aiuti umanitari alla popolazione civile e chiedere l'immediata cessazione dell'assedio illegale di Gaza e l'occupazione illegale dei territori Palestinesi . E' un obiettivo perfettamente legittimo, e la sola modalità che resta ad Israele per ostacolarlo è la forza bruta". Ed è proprio il possibile "uso della forza" che preoccupa tutti i pacifisti del mondo, e per questo ogni segno di solidarietà è importante e può essere decisivo, soprattutto dalle istituzioni, nazionali ed internazionali. "Questa flottiglia s'inserisce nella scia naturale delle rivoluzioni per la libertà e la democrazia" ha detto Omeya Seddik, cittadino francese di origine tunisina, e ha continuato: "Ora sta alla comunità internazionale garantire la sicurezza dei passeggeri e il loro arrivo col carico di aiuti umanitari (5 mila tonnellate di materiali) da consegnare alla popolazione di Gaza". Intanto Hillary Clinton, tanto per rasserenare la situazione, ha tenuto a sottolineare che "i cittadini americani che dovessero partecipare alla missione potrebbero essere detenuti al ritorno in patria" mentre Israele fa sapere, dal canto suo, che chi prenderà parte alla spedizione della Freedom Flotilla e tenterà di raggiungere Gaza, potrebbe vedersi vietato l'accesso in Israele per i prossimi dieci anni, sottolineando, soprattutto per i giornalisti e fotoreporter che anche l'equipaggiamento sarà sequestrato. E ci sarà molto da "sequestrare", visto che, come si legge in un comunicato di Freedom Flotilla: "La 'Freedom Flotilla II – Stay Human' sarà composta da 10 navi, di cui due trasportano aiuti, mentre il resto saranno navi passeggeri con a bordo centinaia di persone, tra cui politici, deputati, scrittori, rappresentanti di fedi religiose, persone di arte e cultura e attivisti. Inoltre, si troveranno sulle imbarcazioni molte troupe televisive (CNN, NBC, Al-Jazeera, et.al.), così come giornalisti inviati da media e giornali di tutto il mondo".

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