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Strage di Acca Larentia, Rampelli (FdI): per fare giustizia intervenga anche Mattarella

"Trentotto anni senza colpevoli, la giustizia italiana si conferma strabica, figlia di uno Stato che ha strumentalizzato ragazzi innocenti per consolidare la propria mediocrità e conservare il potere nelle mani sanguinanti dei governi della prima Repubblica", da Fratelli d'Italia una dichiarazione di Fabio Rampelli sulla strage di Acca Larentia.

"Trentotto anni senza colpevoli, la giustizia italiana si conferma strabica, figlia di uno Stato che ha strumentalizzato ragazzi innocenti per consolidare la propria mediocrità e conservare il potere nelle mani sanguinanti dei governi della prima Repubblica" denuncia in una nota Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d'Italia, commentando la strage di Acca Larentia.
"In Italia si poteva morire ammazzati a vent'anni senza che scattassero adeguate indagini e senza che fossero processati i tanti possibili indiziati di un'area politica il cui obiettivo dichiarato era spesso quello dell'eliminazione fisica dei militanti di destra. - prosegue il parlamentare - Nel giorno dell'anniversario della strage di Acca Larentia, la più efferata manifestazione della violenza politica degli anni '70 insieme al rogo di Primavalle, rivolgo alle massime istituzioni: al presidente Sergio Mattarella in qualità di presidente del Csm, organo di autogoverno della magistratura in grado di fare indagini sulle omissioni di alcuni magistrati che non hanno adeguatamente ricercato la verità su quei tragici avvenimenti, al presidente Matteo Renzi affinché assuma ogni iniziativa utile, nell'ambito della sue competenze, a trovare la verità storica e a promuovere un'operazione politica di trasparenza sui ministeri dell'Interno e della Giustizia per capire la rete di protezione che coprì i colpevoli di quella strage e il ruolo dei servizi segreti".
"Senza verità infatti non ci può essere giustizia e senza giustizia non ci sarà mai pace. - conclude il deputato - Le istituzioni repubblicane hanno il dovere di ricongiungersi con le famiglie che all'epoca persero i propri cari".

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