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Italcementi diventa tedesca. Fratelli d'Italia, Rampelli: Italia asfaltata

"L'Italia è ormai una colonia della Germania, della Francia e della Cina. Lo scippo di Italcementi da parte della Germania non attiene alle normali regole del mercato ma è una questione che riguarda la tutela degli interessi strategici nazionali", così in una nota Fabio Rampelli, deputato di FdI.

"L'Italia è ormai una colonia della Germania - riflette Fabio Rampelli in una nota -, della Francia e della Cina. Vengono qui a fare shopping di aziende e di know how. In questi ultimi anni abbiamo perso la Pirelli, Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, la Indesit, Alitalia, nel settore agroalimentare i gelati Algida, le marmellate Santa Rosa, il riso Flora, l'olio Bertolli, Carapelli e Sasso, la Parmalat, Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli e Président; Buitoni e Sanpellegrino, Perugina, Motta, l'Antica Gelateria del Corso e Valle degli Orti; Peroni, Gancia. Tra le griffe, Poltrona Frau, Valentino, Krizia, Loro Piana, Bulgari, Fendi, Acqua di Parma e Pucci. E questo solo per citarne alcune. "
"Lo scippo di Italcementi da parte della Germania non attiene alle normali regole del mercato ma è una questione che riguarda la tutela degli interessi strategici nazionali" osserva quindi il capogruppo di Fratelli d'Italia commentando il controllo dell'azienda italiana fondata nel 1864, quinto produttore di cemento a livello mondiale, da parte del gruppo tedesco HeidelbergCement. La fusione tra Italcementi e HeidelbergCement dà vita al secondo operatore nel cemento in termini di capacità produttiva, al primo operatore in termini di vendite nel settore degli aggregati e al terzo nel calcestruzzo. Il nuovo gruppo potrà infatti contare su una capacità produttiva totale di circa 200 milioni di tonnellate di cemento, 275 milioni di tonnellate di aggregati e 49 milioni di metri cubi di calcestruzzo, con un fatturato proforma 2014 di circa 16,8 miliardi di euro realizzato in oltre 60 Paesi presenti in 5 continenti.
Rampelli sottolinea quindi che "il governo Renzi dimostra una totale assenza di strategia economica industriale. - ricordando - E questo è soltanto l'ultimo degli episodi che rappresenta drammaticamente il saccheggio delle nostre eccellenze e del nostro Made in Italy". L'esponente di Fratelli d'Italia quindi conclude: "Noi siamo stati leader della produzione del cemento. Oggi ci ritroviamo asfaltati su una strada che porta dritta in Germania".

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