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Fratelli d'Italia: governo Renzi sblocchi vicenda balneari

"La vicenda balneari va sbloccata subito con una chiara scelta politica. È inaccettabile che il governo Renzi, dopo anni di inerzia, rimanga in attesa di un responso da parte della Corte di Giustizia UE, che in caso negativo annullerebbe la proroga fino al 2020 e spedirebbe 30mila aziende dritte dritte alle aste", così in un comunicato Fratelli d'Italia.

"La vicenda balneari va sbloccata subito con una chiara scelta politica. È inaccettabile che il governo Renzi, dopo anni di inerzia, rimanga in attesa di un responso da parte della Corte di Giustizia UE, che in caso negativo annullerebbe la proroga fino al 2020 e spedirebbe 30mila aziende dritte dritte alle aste" sottolinea Fratelli d'Italia, il cui Dipartimento Turismo si è riunito a Rimini in occasione del salone internazionale del turismo TTG e SUN, assicurando che il partito "vuole tutelare le nostre piccole e medie imprese dall'assalto di multinazionali e capitali poco trasparenti e con esse difendere le peculiarità culturali e paesaggistiche dei nostri territori".
FdI-An spiega quindi: "La nostra proposta, in linea con quanto sostenuto da alcune associazioni imprenditoriali, si chiama 'sdemanializzazione'. Si tratta di suddividere le aree attualmente concesse in tre porzioni: bagnasciuga ( rimane pubblico ), spiaggia ( all'asta secondo i dettami della Bolkestein ), area su cui insistono i manufatti ( che passano da beni demaniali a beni disponibili e quindi acquisibili con diritto di prelazione da parte dagli attuali concessionari ). - chiarendo - Pur essendo contrari alla tassa di soggiorno, che in questo momento è in vigore in quasi tutti i comuni italiani, come Fratelli d'Italia chiediamo che vi sia una revisione affinché vi sia omogeneità nell'applicazione della stessa a livello nazionale, con un maggior controllo affinché la stessa sia reinvestita sul territorio con un utilizzo prettamente turistico".
Il movimento guidato da Giorgia Meloni dichiara infine: "Inoltre crediamo che il Titolo V della Costituzione in materia turistica rappresenti un ostacolo per un serio coordinamento delle politiche di promozione del territorio. Manca a livello nazionale, dato il ruolo marginale dell'Enit, una uniformità sia nella promozione che nelle politiche di controllo e gestione delle attività turistiche ( vedi classificazione alberghiera )."

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