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Fratelli d'Italia, Rampelli: dopo alluvione Genova a rischio deserto sociale

Dopo l'alluvione a Genova "neanche le pale, i secchi e gli stivali hanno fornito ai ragazzi volontari, i commoventi 'Angeli del Fango' " sottolinea Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, avvertendo che la città ligure rischia di diventare un "deserto sociale".

Ad essere sotto il fango è Genova ma a cercare di uscirne puliti sono un po' tutte le istituzioni, le grandi assenti nel pre e post alluvione. A riassumere la situazione è Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, che nel corso della trasmissione "Uno Mattina" elenca i tanti "scarica barile" di queste ore: "Claudio Burlando (PD) dichiara che ora ignorerà i ricorsi al Tar, ma qualcuno dovrebbe ricordargli che è governatore della Liguria da 10 anni ed è stato sindaco di Genova. Ha avuto tutto il tempo per fare qualcosa. Matteo Renzi (PD) dice che stanzierà 2 miliardi di euro per interventi urgenti, peccato che su 40 miliardi necessari per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico ha messo in bilancio 180 milioni, una miseria. Il sindaco di Genova Marco Doria (sinistra) chiede di sbloccare il patto di stabilità per le calamità naturali e la somma urgenza, ma non ci dice perché il famigerato appalto post alluvione del 2011 bloccato dal Tar non è stato assegnato proprio con la somma urgenza. Il ministro Roberta Pinotti (PD) dice di non aver inviato subito l'esercito perché il suo rivale Burlando non lo avrebbe chiesto. Il prefetto Franco Gabrielli dice che non bisogna dare la croce a nessuno per il mancato allarme e i mancati soccorsi, forse perché non la vuole lui, vista l'incapacità di rendere efficace l'azione della Protezione Civile sulle calamità naturali". L'esponente di Fratelli d'Italia evidenzia quindi che "neanche le pale, i secchi e gli stivali hanno fornito ai ragazzi volontari, i commoventi 'Angeli del Fango' - concludendo - Roba da matti, dovrebbero andare a casa tutti insieme, tenendosi per mano. Invece restano lì e nemmeno prendono impegno sull'unica iniziativa necessaria nell'immediato: azzerare le tasse per commercianti e aziende che sono stati stesi al suolo un'altra volta in due anni ed evitare che Genova diventi un deserto sociale".

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