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Concorso scuola 2016, FdI: nel bando no a prova inglese, abilitati non tenuti a saperlo

"Abbiamo proposto una revisione della tabella dei punteggi e contestato l'obbligo della lingua inglese tra le prove di esame anche per coloro che non insegnano l'inglese, ricordando che ai docenti attuali nelle prove di abilitazione non è stato chiesto l'inglese" rivela in una nota Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d'Italia, dopo un incontro al MIUR sul concorso scuola 2016.

"Abbiamo chiesto un concorso per soli titoli, come se ne fanno a decine nella Pa, in modo da impedire manipolazioni delle prove, risparmiare milioni di euro e sanare la piaga del precariato, completamente ignorato da Renzi, al di là degli annunci. In alternativa abbiamo chiesto un concorso per titoli ed esami che desse il giusto valore nei punteggi a quelle decine di migliaia di insegnanti che hanno servito lo stato e garantito l'apertura delle scuole in questi decenni nonostante gli stipendi vengano pagati con mesi di ritardo, abbiano dovuto pagare oltre 3000 euro all'università pubblica per abilitarsi all'insegnamento e sostenuto esami selettivi alla presenza dei funzionari del MIUR" ricorda in una nota Fabio Rampelli, esponente di Fratelli d'Italia, dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini in occasione dell'imminente bando del concorso scuola 2016. Durante il vertice la delegazione di Fdi-An ha rappresentato le criticità della riforma sulla scuola, con particolare riguardo alle modalità con cui si dovrà svolgere il concorso per assumere gli insegnanti.

Il deputato sottolinea quindi che gli aspiranti docenti che dovranno sostenere il concorso "se non sono di ruolo è solo per colpa dello Stato che - aggiunge - non ha saputo o voluto, all'epoca, mettere a concorso le cattedre". "Si chiama meritocrazia, - osserva Rampelli - parola evidentemente sconosciuta a Renzi e alla Giannini che fin qui hanno sfruttato il lavoro degli insegnanti precari, come i precedenti ministri, e ora per far entrare le loro lobby di riferimento, quella universitaria in testa, li schiacciano con punteggi offensivi, del tutto inadeguati a riconoscere la professionalità, la qualità del servizio e il lungo sacrificio sostenuto negli anni per una colpa non loro".

"Abbiamo proposto - prosegue il parlamentare - una fase transitoria per rendere la prova il più possibile equa nei confronti di chi ha subito questa ingiustizia, pagata dalle famiglie e dagli alunni costretti a subire la girandola dei supplenti. Perché la supplentite non è stata affatto debellata come dimostrano le migliaia di convocazioni giunte ai professori delle graduatorie d'istituto, che siamo in grado di documentare una per una e di cui il governo finge di non accorgersi". E ancora: "Abbiamo proposto una revisione della tabella dei punteggi e contestato l'obbligo della lingua inglese tra le prove di esame anche per coloro che non insegnano l'inglese, ricordando che ai docenti attuali nelle prove di abilitazione non è stato chiesto l'inglese e coloro che insegnano italiano, latino, matematica, ecc. ora stanno insegnando e non hanno il tempo per frequentare corsi di lingue. Infine, abbiamo insistito affinché si provveda al pagamento di oltre sei mesi di stipendio ai precari che lo stanno ancora aspettando e che a Natale si sono ritrovati 1 euro di tredicesima".

Fabio Rampelli auspica che il ministro Giannini tenga conto di queste richieste in vista della pubblicazione del bando del concorso scuola 2016, annunciando comunque che Fratelli d'Italia "inizierà a colpire la malagestione del MIUR" presentando un "esposto alla Procura della Repubblica", e conclude: "Daremo una mano al ministro a stanare pratiche poco trasparenti, eliminazione di dirigenti solerti e organizzazione clientelare delle competenze del sistema dell'istruzione italiana a opera, guarda un po', di chi dovrebbe gestire il concorso".

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