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Armi chimiche a Gioia Tauro obtorto collo? Fratelli d'Italia: accesso agli atti

Fratelli d'Italia è intenzionata a chiedere l'accesso agli atti "per capire quando, come e perché l'Italia abbia stabilito il transito e il trasbordo delle armi chimiche" siriane nel porto di Gioia Tauro, in Calabria. Fabio Rampelli sottolinea inoltre il rischio del "processo di idrolisi nel Mediterraneo" delle armi chimiche provenienti dalla Siria.

Ieri, 8 giugno, le Commissioni Difesa ed Esteri della Camera si sono riunite per discutere gli esiti del trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro, e per "celebrare l’impotenza delle capacità di negoziazione" dell'Italia, come denuncia il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli. Il deputato di FdI sottolinea infatti che "sul fronte internazionale, il nostro Paese ha un peso specifico pari a zero" perché ormai "l'Italia è diventata una servitù utilizzata dalle potenze straniere, senza neppure avere un tornaconto nell'interesse nazionale, come dimostra il permanente disinteresse della comunità internazionale per liberare i nostri marò". Rampelli rivela infatti che Gian Luca Galletti, nel corso dell'audizione, "ha fatto intendere che questo transito sia stato accettato dall'Italia 'obtorto collo' ", con il deputato di Fratelli d'Italia che quindi chiede al ministro dell'Ambiente di "chiarire meglio il suo pensiero con un'adeguata spiegazione non dei fatti, che conosciamo, ma degli antefatti, che ignoriamo perché quello che è stato detto in Commissione non è sufficiente".

"Credo che pochi si rendano conto - ha osservato il capogruppo - della gravità di quanto successo. La scelta di far passare la nave nel porto di Gioia Tauro, presa all'insaputa e poi a dispetto delle amministrazioni locali, è uno schiaffo ai buoni rapporti tra Governo centrale ed enti locali". Fratelli d'Italia annuncia quindi l'intenzione di chiedere "l'accesso agli atti, in particolare per capire quando, come e perché l'Italia abbia stabilito il transito e il trasbordo delle armi chimiche in Calabria", con Rampelli che precisa: "Vogliamo capire se lo Stato italiano abbia in previsione qualche progetto di rilancio del porto di Gioia Tauro, sottraendolo al controllo della 'ndrangheta, o se per i futuri piani di sviluppo intenda specializzarsi nella trasformazione della Calabria in una discarica speciale per il trattamento di armi chimiche". Infine, il deputato di Fratelli d'Italia evidenzia un problema che finora è stato ancora troppo sottovalutato, e cioè il fatto che la nave americana Cape Ray effettuerà, per smaltire le armi chimiche provenienti dalla Siria, un "processo di idrolisi nel Mediterraneo" nonostante il nostro sia un mare chiuso e quindi, conclude Rampelli, c'è il rischio di "danni ecologici oggettivi e permanenti".

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