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Frattini: non sono il "messaggero" di Berlusconi in Russia

Frattini replica ai cablogrammi resi noti da WikiLeaks che evidenziano come, secondo l'ambasciata USA di Mosca "le relazioni economiche, specialmente i contratti di gas a lungo termine, sono un altro pilastro delle relazioni Italia-Russia e influenzano le politiche italiane".

"Se la politica energetica dell'Italia sia giusta o no, questo lo decide l'Italia" afferma il Ministro degli Affari esteri Franco Frattini durante il programma "In mezz'ora" condotto da Lucia Annunziata.
Frattini quindi replica ai cablogrammi resi noti da WikiLeaks che evidenziano come invece, secondo almeno l'ambasciata USA di Mosca "le relazioni economiche, specialmente i contratti di gas a lungo termine, sono un altro pilastro delle relazioni Italia-Russia e influenzano le politiche italiane verso Mosca" e che "il rappresentante dell'Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d'Italia in Russia".
Affermazioni pesanti soprattutto se messe in relazione a quelle pubblicate solo un paio di giorni fa dal New York Times che riporta una nota dell'ambasciatore georgiano che dice che "sostanzialmente i due leader hanno un rapporto d'affari, cioè che Putin avrebbe promesso a Berlusconi soldi in cambio di tutti gli accordi che Gazprom stringerà con l'ENI e poi con l'Enel", come raccontava Giovanna Botteri, in collegamento con lo studio di "Rai 3 Linea Notte" lo scorso 2 novembre.
Sulla questione Franco Frattini commenta invece dalla Annunziata uno dei cablogrammi in cui l'ex vicepresidente USA, Dick Cheney, criticava l'atteggiamento italiano in occasione del conflitto tra Russia e Georgia.
"Noi ritenevamo che la posizione di Cheney non fosse corretta - spiega Frattini - isolare la Russia sarebbe stato un errore. Era desiderabile invece avviare un dialogo" concludendo che comunque "si tratta di rapporti vecchi: la storia è andata avanti, la storia è andata verso il ristabilimento di rapporti di stretta cooperazione tra Stati Uniti e Russia, come noi desideravamo".
Il Ministro degli Esteri ha quindi ribadito che "l'Italia non si è mai sottratta a un impegno di trasparenza e collaborazione con gli Stati Uniti" spiegando però che "la nostra strada è la differenziazione energetica, con Russia, Libia, Algeria, paesi del Golfo. Su questo decide l'Italia e solo l'Italia, io posso informare, ma nessuno può decidere in nostro nome".
Per Frattini quindi la "relazione personale tra Putin e Berlusconi" quale "elemento chiave delle relazioni Italia-Russia, con Putin e la sua famiglia che fanno lunghe visite a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna a spese del premier" come rivela il documento datato 20 maggio 2009, non centra assolutamente nulla con la politica energetica italiana, specificando infine di non essere assolutamente il "messaggero" di Berlusconi in Russia visto che la Farnesina condivide tutte le "scelte strategiche".
"Non ci sono solo rapporti di forza e di potere, ma anche rapporti umani - spiega Frattini - occupandosi della Russia, Berlusconi ha fatto sempre e solo gli interessi dell'Italia non avendo alcun desiderio, né necessità, di occuparsi di affari privati".

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