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Frattini: no asse Merkel-Sarkozy. Ma Obama dà ok strategia bilaterale

L'asse franco-tedesco continua per la sua strada che, spiegano Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, "conoscono perfettamente". Dove voglia arrivare è forse al governo unico economico, ma i vertici bilaterali cominciano a non essere visti troppo di buon occhio dall'Italia, come spiega Franco Frattini.

L'asse franco-tedesco sembra più forte è unito che mai, tanto che dopo il vertice del 9 ottobre la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno annunciato l'intenzione di proporre "cambiamenti importanti" ai trattati europei, rivelando anche di conoscere perfettamente la "strada da percorrere" ma sottolineando che "ci sono le istituzioni europee, c'è un ancora patto, e i mercati". L'alleanza Merkel - Sarkozy sembra però cominciare ad "infastidire" l'Italia, anche perché il vertice dei capi di Stato e di governo che dovrebbe decidere sulla tranche di 8 miliardi di aiuti per la Grecia è stato rinviato di 5 giorni (era in programma il 17 e 18 ottobre) pare proprio per esaminare le proposte uscite dal vertice tra Francia e Germania. "Sono necessari ulteriori elementi per risolvere il caso Grecia, la ricapitalizzazione delle banche e l'aumentata efficienza del meccanismo di stabilizzazione Efsf (fondo salva Stati, ndr)" ha infatti annunciato, posticipando il summit al 23 ottobre, il presidente del Consiglio UE Herman Van Rompuy, che la Merkel e Sarkozy vedrebbero come primo presidente di quel governo unico economico che avevano proposto di cominciare a pensare già lo scorso metà agosto (http://is.gd/uU2Uzc). E così, il ministro degli Esteri Franco Frattini afferma che "una situazione di crisi globale non si risolve con assi bilaterali", spiegando: "Sarebbe molto meglio rilanciare un metodo realmente comunitario, che faccia sedere tutti i Paesi membri intorno al tavolo del Consiglio senza perdere tutto questo tempo, rischiando di far fallire la Grecia". A breve sono arrivate le risposte dall'asse franco-tedesco, e mentre fonti diplomatiche francesi precisano che "la Francia e la Germania non hanno nessuna vocazione ad essere il Direttorio della UE e non agiscono contro gli altri Stati membri", una fonte del ministero degli Esteri tedesco non manca prima di tutto di sottolineare che "Germania e Francia sono le economie nazionali più grandi dell'Eurozona" e che per questo hanno "una responsabilità particolare per il futuro dell'Europa e della moneta unica". I tedeschi spiegano quindi che il dialogo portato avanti dalle due nazioni di certo "non esclude nessuno", assicurando che "le decisioni importanti sul percorso da seguire saranno prese dopo, col consenso di tutti i partner europei e naturalmente - concludono - anche assieme ai nostri partner in Italia". A chiudere il cerchio, infine, è stato però il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che, telefondando a Nicolas Sarkozy, ha lasciato intendere di porre la sua fiducia nella strategia franco-tedesca.

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