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Francia chiede a UE deroga temporanea per micotossine nel mais

La Commissione europea sta prendendo in esame la richiesta della Francia sul poter avere una deroga temporanea ai livelli massimi di micotossine nel mais e nel mais prodotto per il raccolto 2013. La Commissione UE ha chiesto un parere all'EFSA, che pare abbia ritenuto come improbabile "un impatto negativo sulla salute pubblica" se i livelli massimi non saranno rispettati.

La Commissione europea sta prendendo in esame la richiesta della Francia sul poter avere una deroga temporanea ai livelli massimi di micotossine nel mais e nel mais prodotto per il raccolto 2013. La Commissione UE ha chiesto quindi un parere scientifico all'EFSA, che pare abbia ritenuto che con un aumento temporaneo dei livelli di tre micotossine - deossinivalenolo, fumonisine e zearalenone - nel granturco e prodotti derivati, è improbabile che si verifichi un impatto negativo sulla salute pubblica. L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare d'altra parte precisa che per alcuni consumatori, in particolare neonati e bambini fino a 3 anni, l’esposizione sarebbe prossima a quello che è considerato un livello di sicurezza. Le micotossine sono composti tossici prodotti da diversi tipi di funghi, appartenenti principalmente ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium. Sul sito dell'EFSA, nella scheda sulle micotossine, viene spiegato che la loro presenza "negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti avversi di vario tipo, come il cancro e la mutagenicità, nonché portare disturbi a livello estrogenico, gastrointestinale e renale. Alcune micotossine sono inoltre immunosoppressive e riducono la resistenza alle malattie infettive". Come riporta la Coldiretti, l'EFSA ha stimato un aumento compreso tra il 7,6% ed il 27% della dose massima temporanea (TML) per mais e derivati, ma anche del 99% per altri prodotti. L’aumento è stimato del 17 % per le fumonisine, del 20 % per il deossinivalenolo, e dell’83 % per lo zearalenone. I dati di esposizione non sono considerati rappresentativi della popolazione europea. Efsa chiede pertanto che la valutazione del rischio su mais e derivati per la raccolta del 2013 possa essere estesa ad altri Stati membri dell’Unione europea al fine di avere un quadro più preciso della situazione.

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