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Elezioni Francia: Hollande in vantaggio, ma il cuore batte a destra

La prima tornata elettorale in Francia vede il vantaggio del socialista Francois Hollande su Nicolas Sarkozy, ma tra i cugini d'oltralpe il cuore batte ancora a destra, molto a destra, e cioè per Marine Le Pen.

Nicolas Sarkozy (UMP - centro destra) battuto in questa prima tornata elettorale in Francia da Francois Hollande (Partito Socialista francese) è riuscito però a conquistare almeno un primato, e cioè essere il primo presidente francese ad arrivare ad un ballottaggio con meno voti dello sfidante.
Il socialista Francois Hollande ha ottenuto infatti il 28% dei voti contro il 26,9% di Nicolas Sarkozy, anche se analizzando attentamente i dati appare chiaro come in Francia il cuore continui a battere a destra, molto a destra. Se Hollande pensa già all'Eliseo chi esce trionfante da questo primo turno elettorale è senza dubbio Marine Le Pen del Fronte Nazionale (estrema destra), che conquista circa il 20% delle preferenze dei francesi, accreditandosi di fatto come terzo partito della nazione. L'estrema sinistra di Jean-Luc Melenchon non riesce infatti a distanziarsi troppo dal 10%, mentre Marine Le Pen ha superato persino il risultato ottenuto del 2002 dal padre Jean-Marie, che scalzò il premier socialista Jospin andando in ballottaggio con Jacques Chirac.
Ma Marine Le Pen è riuscita dove anche suo padre aveva fallito, e cioè posizionarsi come possibile alternativa alla destra (moderata).
Sarkozy non potrà comunque contare sui voti di Marine Le Pen che dal quartier generale del Fronte Nazionale, una volta stabilizzatisi i primi exit poll, ha dichiarato risoluta come sempre che l'estrema destra "è l'unica opposizione alla sinistra in Francia". Per Le Pen infatti, che promette che "qualunque cosa succeda ormai nei prossimi quindici giorni la battaglia di Francia è appena cominciata" e "niente sarà più come prima", anche il moderato Sarkozy sarebbe un socialista.
La "battaglia" che dice di voler combattere Marine Le Pen è quella, per esempio, contro la "disoccupazione" per ricostruire "la sicurezza, la felicità e la fierezza di essere francesi".
Ma tra i punti di forza della campagna presidenziale del Fronte Nazionale c'è sicuramente la proposta di voler uscire dall'euro e il voler contrastare il "globalismo", anche se per i media francesi il successo di Le Pen è dovuto molto al fatto di aver cavalcato l'onda emotiva della strage di Tolosa, che con slogan del tipo "più immigrazione uguale più disoccupazione, più insicurezza, più spesa pubblica, più debito" combatte la sua personale crociata contro quella che chiama "islamizzazione della Francia".
Circa il 20% dei francesi sembra quindi trovarsi d'accordo con le idee di Marine Le Pen che, ricordiamo, solo nel novembre scorso aveva promesso che se sarebbe stata eletta alla presidenza avrebbe indetto un referendum per reintrodurre "la pena di morte" (di cui si diceva essere favorevole) per combattere un "lassismo di decenni rispetto al crimine".

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