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Totti: se il problema della Roma sono io, meglio cambiar aria

"Se ho mai pensato di cambiare aria e andare via dalla Roma? Sì, soprattutto ultimamente" confessa amaramente "il Re di Roma" Francesco Totti, deluso dalla aspre e forse ingiuste critiche che gli sono piovute addosso dopo Roma-Juventus, che lo ha visto fallire un rigore a Gigi Buffon.

Sul sito di Francesco Totti il messaggio è eloquente, "il Re di Roma non è morto" (che scritto in inglese fa ancora più impressione), ma forse avrebbe voglia di scomparire per un po'. Dopo il rigore fallito a Gigi Buffon, una parte della tifoseria romanista si è scagliata contro quello stesso Totti che un tempo era "intoccabile". Non è la prima volta che il capitano della Roma, saltuariamente, riceve critiche (più o meno pesanti) sul suo operato in campo, ma stavolta la goccia deve aver fatto traboccare il vaso e, intervistato da Sky Sport24 confessa: "Se ho mai pensato di cambiare aria e andare via dalla Roma? Sì, soprattutto ultimamente. E se le cose continuano in questo verso continuerò a pensarci...". Francesco Totti, tanto per non lasciare spazio al gossip sportivo, chiarisce immediatamente che tali pensieri non sono dovuti "né per la società né per il mister", ma conferma: "Se il problema della Roma sono io, ci penseremo". L'avviso di Totti arriva prima della cena di Natale al Maxxi, spiegando che gli "dispiace solo sentire certe cose dai tifosi romanisti" nei suoi confronti, anche se precisa: "Non è che non senta la tifoseria più vicina". A mostrare tutta la solidarietà al Capitano è Daniele De Rossi, che sempre a Sky Sport24 spiega: "Il nostro problema, e in questo ci somigliamo, è che noi dovremmo fare i professionisti e non sentire nessuno, mettendoci un gradino più in alto rispetto a chi ci critica, spesso per motivi prevenuti. Invece siamo di Roma e sentiamo tutti - aggiungendo - Dopo quel rigore ho letto cose assurde: allusioni che, dopo quello che Francesco ha fatto per la Roma, non dovrebbero esistere nemmeno se buttasse il pallone nella propria porta con le mani. Questa amarezza si aggiunge a quella naturale che prova chiunque sbagli un rigore".

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