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Nabeel Rajab come Francesco Storace: da Twitter al vilipendio

Amnesty International chiede il "rilascio immediato e senza condizioni" di Nabeel Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein e direttore del Centro per i diritti umani del Golfo, che rischia fino a tre anni di carcere se il 29 settembre verrà giudicato colpevole di aver offeso via Twitter i ministri dell'Interno e della Difesa del suo Paese. Anche in Italia, però, offendere le istituzioni è un realto penale, tanto che Francesco Storace, leader de La Destra, rischia fino a 5 anni di carcere per vilipendio al Capo dello Stato.

Mentre in Italia Twitter viene ormai usato come una mega chat goliardica, in Bahrein sembrano bastare tre cinguettii poco rispettosi rivolti alle istituzioni per finire in prigione. Amnesty International rivela infatti che "Nabeel Rajab, presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein e direttore del Centro per i diritti umani del Golfo, rischia fino a tre anni di carcere se, il 29 ottobre, verrà giudicato colpevole di aver offeso via Twitter i ministri dell'Interno e della Difesa". Per Amnesty, Rajab è "un prigioniero di coscienza" e per questo l'Ong "chiede che sia rilasciato immediatamente e senza condizioni". Amnesty riassume la vicenda: "Rientrato in Bahrein il 30 settembre, dopo due mesi di conferenze in Europa sulla situazione dei diritti umani nel suo paese, Rajab è stato arrestato il 2 ottobre e portato in una cella della stazione di polizia di Hoora, dove si trova attualmente, con l'accusa di 'aver offeso pubblicamente istituzioni ufficiali' dopo aver commentato online la notizia che membri delle forze di sicurezza bahreinite si erano aggregate, in Iraq, al gruppo armato Stato Islamico. Durante la prima udienza, il 19 ottobre, Rajab ha dichiarato di aver semplicemente esercitato il suo diritto alla libertà d'espressione e, in quanto attivista per i diritti umani, di averlo fatto pacificamente. Ha respinto le accuse affermando di non aver commesso alcun reato". Un po' come avviene ancora in Italia, infatti, "in Bahrein offendere o mostrare mancanza di rispetto per il capo di Stato, esponenti pubblici, le forze armate, le istituzioni del governo o la bandiera e i simboli della nazione è considerato reato penale".

A rischiare fino a 5 anni di carcere nel nostro Paese è infatti Francesco Storace, leader de La Destra, che attende la sentenza (rinviata) del processo che lo vede imputato per vilipendio al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Per il caso di Nabeel Rajab, oltre ad Amnesty International, solo l'Ufficio dell'Alto commissario ONU per i diritti umani, la Norvegia e gli Stati Uniti hanno chiesto il rilascio del presidente del Centro per i diritti umani del Bahrein, con Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord della Ong, che commenta: "Il silenzio della comunità internazionale sulla situazione dei diritti umani in Bahrein è assordante. - ricordando - I governi con stretti legami col Bahrein, in particolare quello del Regno Unito, e che affermano di sollecitare un piano di riforme sui diritti umani, devono esprimersi pubblicamente e denunciare l'arresto di Rajab e di altri oppositori". In realtà, anche in Italia in pochi hanno fatto sentire la propria voce in difesa di Storace, che ha già annunciato che se sarà condannato chiederà di andare in prigione, non accettando la sospensione condizionale della pena perché una "battaglia politica" va "condotta a viso aperto".

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