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Schettino, nuova accusa. Indagati altri 7 dipendenti di Costa Crociere

Francesco Schettino dovrà rispondere di una nuova accusa, e cioè di omessa comunicazione alle autorità marittime di quanto stava avvenendo realmente sulla nave Costa Concordia al momento del naufragio. Indagati anche altri 7 ufficiali, anche dipendenti della società armatrice.

Nuova accusa per il comandante Francesco Schettino, comandante della nave Costa Concordia naufragata nei pressi dell'Isola del Giglio il 13 gennaio scorso, a causa di una manovra azzardata troppo vicina alla costa, il cosiddetto "inchino".
Francesco Schettino, già accusato di naufragio, omicidio plurimo e abbandono della nave e per questo ai domiciliari (anche se la Procura di Grosseto sta ultimando il ricorso in Cazzazione contro la decisione del tribunale del Riesame di confermare gli arresti domiciliari al posto del carcere), dovrà ora rispondere anche di omessa comunicazione alle autorità marittime. Indagato fin dal primo momento oltre a Francesco Schettino anche il suo secondo Ciro Ambrosio, ma ieri la Procura di Grosseto ha iscritto nel registro degli indagati altri sette dipendenti di Costa Crociere, unità di Carnival.
Chi era in plancia con Schettino, infatti, secondo l'accusa, avrebbe dovuto supportare il comandante della Costa Concordia in tutte quelle decisioni atte a mettere in sicurezza la nave, dopo l'impatto con lo scoglio. Altri due ufficiali della Costa Concordia devono invece rispondere di false comunicazioni alle autorità marittime, visto che avrebbero riferito alla Capitaneria di porto che il problema sulla Costa Concordia era semplicemente un black-out. Indagati anche il vicepresidente di Costa Crociere, il capo dell'unità di crisi della società e il fleet superintendent della nave, #sembra per "per omicidio colposo in cooperazione" (Reuters). Per la Procura, i tre dipendenti della società armatrice sarebbero colpevoli di " ignoranza riguardo alla effettiva situazione a bordo", svolgendo solo "compiti puramente logistici, in genere omettendo e comunque ritardando ogni attività volta alla sicurezza delle persone imbarcate, di fatto demandando completamente tali attività al comandante Schettino". Per i magistrati, l'unità di crisi svolse "compiti puramente logistici, in genere omettendo e comunque ritardando ogni attività volta alla sicurezza delle persone imbarcate, di fatto demandando completamente tali attività al comandante Schettino".
E mentre si attende l'incidente probatorio sulla scatona nera della Costa Cancordia, che avverà il 3 marzo prossimo, gli inquirenti continuano a riscostruire quanto avvenuto la tragica sera del naufragio. Stando agli esami tossicologici su capelli e urine di Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia avrebbe assunto droghe il 13 gennaio, mentre sarà impossibile stabilire se era sotto effetto di alcol visto che il giorno dopo l'incidente gli inquirenti non lo hanno sottoposto a nessun alcol-test.
Secondo l'accusa, comunque, Francesco Schettino avrebbe fatto rallentare la nave nel corso della sua cena con Domnica Cemortan (http://is.gd/K6bBaY) per poi aumentare la velocità per non accumulare ritardo, nonostante la Concordia navigasse molto vicina all'Isola del Giglio. Sembra risolto anche il mistero dello scoglio non segnalato, visto che la Procura #sembra poter dimostrare che Francesco Schettino utilizzò carte nautiche non adeguate, in scala troppo grande. Dopo l'impatto, inoltre, per l'accusa Schettino non adottò le manovre adeguate per poter mettere in salvo la nave e i passeggeri, che solo dopo molto tempo sono stati avvisati del pericolo.

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