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Schettino chiama fratello vittima naufragio: verità deve ancora uscire

Francesco Schettino, prima di Ferragosto, chiama il fratello del cameriere indiano, il cui corpo è ancora disperso dopo il naufragio della Costa Concordia. "Non sono l'unico colpevole" avrebbe precisato Schettino nel corso della telefonata.

Prima di Ferragosto il comandante della Costa Concordia, naufragata davanti all'Isola del Giglio a seguito di una manovra azzardata che ha causato 30 morti e ancora due dispersi, ha telefonato ad un familiare delle vittime del naufragio. Francesco Schettino ha chiamato infatti Kevin Rebello, il fratello del cameriere indiano il cui corpo non è ancora stato ritrovato. A raccontare la telefonata di Francesco Schettino proprio Kevin Rebello in una intervista al TG1, dove spiega di aver parlato con il comandante della Costa Concordia per circa 45 minuti e di "aver capito il suo dolore", come "lui ha capito il mio", aggiunge. Francesco Schettino gli avrebbe raccontato della notte del naufragio, e di quando era "sullo scoglio" senza "capire cosa doveva fare", racconta il fratello della vittima. "Se vuoi puoi venire quando vuoi mi fa piacere conoscerti di persona", gli avrebbe detto Francesco Schettino a Kevin Rebello, invitandolo a Meta di Sorrento dove ha l'obbligo di dimora, lasciandogli anche intendere che "non è l'unico colpevole" del naufragio al Giglio è che "ancora tutto deve uscire fuori".

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