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Schettino? Un errore che può succedere a tutti. De Falco cervellotico

Francesco Schettino non sarebbe "un mostro" ma "un eroe", o quasi, a detta dell'Usclac-Uncidim, Sindacato Capitani di Lungo Corso al Comando. Gregorio De Falco della Capitaneria di porto, invece, avrebbe dato "disposizioni cervellotiche e impraticabili". I comandanti della Costa Crociere si dissociano.

A prendere chiaramente le difese di Francesco Schettino, comandante (sospeso) della Costa Concordia, naufragata all'Isola del Giglio dopo aver impattato con uno scoglio, è l'Usclac-Uncidim, Sindacato Capitani di Lungo Corso al Comando. Antonino Nobile, il presidente, afferma che sono stati in maniera particolare i media a rendere Schettino "un mostro", spiegando che il capitano "è uomo che lavora e ogni lavoratore può sbagliare. Ha commesso un errore che può succedere a tutti". Nobile aggiunge che il famoso inchino è una prassi, che un comandante è libero di farlo o non farlo e che, naturalmente, poi si deve assumere "le responsabilità" delle azioni compiute. Antonino Nobile avrebbe poi sostenuto che "se Schettino non fosse andato in confusione dopo l'impatto non parleremmo di un mostro ma di un eroe che ha salvato 4mila vite". I sindacalisti, infatti, sembrano puntare maggiormente il dito verso l'ufficiale della Capitaneria di porto Gregorio De Falco, che avrebbe "dato disposizioni cervellotiche e impraticabili oltre a fare una cosa disdicevole divulgando una frase sensibile e particolare" come sostenuto dal consigliere dell'Usclac-Uncidim Pietro Gardella. Gardella spiega infatti che ordinare a Francesco Schettino di risalire a bordo dalla biscaggina è stata una assurdità, visto che da quella scaletta stavano scendendo i naufraghi e che quindi avrebbe comportato l'interruzione delle operazioni di salvataggio. Gardella insiste poi sul fatto che anche andare a bordo per contare quanti passeggeri erano ancora sulla nave, come De Falco insisteva a Schettino di fare, era un comando assolutamente inutile. Infine, l'Usclac-Uncidim afferma che il sindacato non ha nessuna intenzione di sospendere Francesco Schettino, almeno non prima delle conclusioni delle indagini, spiegando che "anche la sospensione da parte dell'armatore è da valutare". In una nota, però, i comandanti della Costa Crociere si dissociano dalle dichiarazioni di Usclac-Uncidim, affermando di voler credere che "si tratti di dichiarazioni rese in un momento di particolare foga emotiva". "I comandanti di navi di crociera sono consapevoli delle responsabilità che comporta il loro ruolo, e operano sulla base di una elevata professionalità, riconosciuta a livello internazionale - si precisa nella nota - Non puntano sulla 'fortuna', non fanno 'stupidaggini per far divertire le passeggere', né hanno bisogno di dimostrare il proprio coraggio in tale modo", come sostenuto dai due rappresentanti sindacali. "Certe affermazioni - concludono i comandanti della Costa Crociere - sminuiscono il lavoro che facciamo giornalmente in sicurezza, nel rispetto della salvaguardia della vita umana in mare, delle regole nazionali ed internazionali, e di quelle dettate dal buon senso. In un momento così triste, rifiutiamo anche di banalizzare il tragico bilancio dell'incidente dell'Isola del Giglio con paragoni di cattivo gusto"

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