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Gip a Schettino: no timoniere a incidente probatorio scatola nera

Inizia a Grosseto l'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia. In Aula anche il comandante Francesco Schettino, i cui legali chiedono di estendere l'incidente probatorio anche al timoniere indonesiano che non avrebbe compreso alcuni ordini del capitano durante le manovre dell'inchino all'Isola del Giglio. Il Gip respinge la richiesta.

Iniziato oggi l'incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012. Presso il Teatro Moderno di Grosseto si discuterà della maxi perizia, e in aula sono presenti tutti gli indagati, tra cui anche il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, accusato di omicidio plurimo colposo (il naufragio ha causato 32 vittime), abbandono della nave e reato ambientale. Il difensore di Schettino, Bruno Leporatti, ad inizio udienza ha sollevato alcune eccezioni, che però sono state respinte dal gip Valeria Montesarchio dopo essersi ritirata in Camera di consiglio. L'avvocato del comandante si è lamentato del fatto che la difesa di Schettino può utilizzare solo gli elementi di prova prodotti dall'indagine della Procura di Grosseto, irripetibili visto che i luoghi della Costa Concordia sono stati modificati a causa delle operazioni di rimozione del relitto. Il legale di Francesco Schettino, inoltre, ha provato a chiedere di estendere l'incidente probatorio anche al timoniere indonesiano della Costa Concordia visto che, secondo la maxi perizia, non avrebbe compreso un ordine di virata del comandante proprio mentre veniva eseguito l'inchino davanti all'Isola del Giglio.

Nel rapporto della Capitaneria di Porto di Livorno verrebbe infatti riportato che "il timoniere (...), proprio nelle fasi immediatamente antecedenti all'impatto, ha commesso degli errori nella manovra del timoniere agli ordini impartiti da Schettino - e ancora - L'errore, come evidenziato nella narrazione del fatto, avviene tra le 21:44:43 e le 21:45:00". Sempre nel rapporto, si trascriverebbe che "alle 21:44:43 il comandante Schettino ordina al timoniere un 'Port ten' (dieci gradi a sinistra)" ma che "Il timoniere (...) arriva a poco più di 5 a sinistra e i timoni si muovono verso sinistra raggiungendo 2 gradi effettivi a dritta - quello di sinitra - e 3,9 gradi effettivi a dritta - quello di dritta". E ancora, "alle 21:44:45 il comandante Schettino ordina al timoniere 'Port twenty' (venti gradi a sinistra)" ma "Il timoniere (...), al contrario, esegue 20 gradi di barra a dritta ed il timone conseguentemente non 'prosegue' la sua corsa, come dovrebbe secondo le intenzioni di Schettino verso sinistra, ma torna nuovamente verso dritta (...). Il timoniere si accorge dell'errore e si corregge portando il timone a sinistra (...) ma l'effetto sul timone dato dalle precedenti manovre effettuate determina un ulteriore spostamento di quello di sinistra verso dritta ed un leggero movimento verso sinistra di quello di dritta". Alle 21:45:07 la tragedia, quando il lato sinistro della Costa Concordia collide con lo scoglio de Le Scole presso l'Isola del Giglio.

Nel rapporto si precisa che "l'errore del timoniere ha alterato i movimenti cinematici della nave la cui incidenza sul danno patito, a causa della collisione, non è, in questa sede, valutabile" mentre si sottolinea, tra le altre conclusioni, che "il comandante della nave ha arbitrariamente e senza una preventiva valutazione variato la navigazione pianificata" della Costa Concordia. Prima dell'inizio dell'udienza il capitano Francesco Schettino ha stretto la mano ad un passeggero sopravvissuto al naufragio che si è augurato del fatto "che la verità sia accertata presto". Schettino gli ha risposto con un "Sì, la verità deve essere appurata".

Al Teatro Moderno di Grosseto trasformato in tribunale c'è posto per circa 1.300 persone, e sono molti i sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia ad aver partecipato all'incidente probatorio, la cui discussione si svolgerà anche nei prossimi giorni e sempre a porte chiuse. Come riporta l'Ansa, alcuni passeggeri hanno voluto sottolineare il fatto che "naturalmente Schettino ha le sue responsabilità, ma che dietro ci sono altre colpe di cui qualcuno dovrà rispondere. Ci sono cose che non hanno funzionato e che vengono fuori dalla scatola nera". Il legale di Costa Crociere, Marco De Luca, ha spiegato, al suo arrivo al Teatro, che "al termine dell'incidente probatorio si avrà una ricostruzione completa di quanto accadde, dal momento dell'impatto con gli scogli delle Scole fino all'abbandono della nave" perché "questo è il momento dell'accertamento della verità. Che non è poco. Le responsabilità le valuteremo in un momento successivo". Il legale di Costa Crociere ha anche aggiunto di non vedere "particolari aspetti controversi - spiegando - Credo che ci sia una situazione per la verità molto chiara sulla causazione del sinistro, mentre per le fasi successive credo che grosse discussioni sui rapporti di causalità tra i comportamenti di ciascuno e gli eventi, non ci siano".

Oggi a discutere in merito alla maxi perizia della scatola nera della Costa Concordia saranno i periti della Procura, mentre domani ci saranno gli interventi di altri esperti. Mercoledì 17 ottobre dovrebbe essere quindi il turno dei carabinieri del Ris, per l'esame delle registrazioni audio. In seguito, prenderanno la parola gli avvocati di parte civile, che in tutto sono 126, e i loro consulenti, che sono una cinquantina. Proprio per questo, l'incidente probatorio potrebbe durare dai 3 ai 6-7 giorni.

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