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Francesco Schettino: inchino serve per far pubblicità. Prassi e sfida

Francesco Schettino non ci sta ad essere il capro espiatorio del naufragio della Costa Concordia, e spiega che la pratica dell'inchino è una prassi molto comune, oltretutto tollerata per far pubblicità.

Francesco Schettino comincia a fornire la sua versione di ciò che è successo la sera del naufragio della Costa Concordia, e nel corso di un interrogatorio con i pm di Grosseto che si stanno occupando dell'inchiesta spiega che la pratica dell'inchino, cioè portarsi con la nave sotto costa, si fa "in tutto il mondo - aggiunendo - L'ho fatto anche a Capri. Servono per pubblicità". Francesco Schettino non ci sta a diventare il capro espiatorio del naufragio della Costa Concordia, spiegando che fare l'inchino è una usanza molto comune, tanto che anche la Costa Crociere, sul suo sito, ne pubblicizza uno, l'unico ufficiale (http://is.gd/WfPl3C), dove si descrive che la "Costa Concordia il 30 agosto 2010 ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l'isola di Procida, tutto ciò grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento". L'inchino all'Isola del Giglio, spiegherebbe Francesco Schettino, sarebbe stato pensato per omaggiare il comandante Palombo, raccontando come Antonello Tievoli, gigliese, lo abbia chiamato per avvisarlo quando erano a 5 miglia dalla costa. Francesco Schettino racconta quindi come il comandante Palombo gli avrebbe detto "fai tanti fischi con la sirena e puoi passare fino a distanza ravvicinata, perché io sono di zona e ci sta acqua. Puoi passare fino a 10 metri, dal rosso fino a 10 metri", anche se il comandante della Concordia aggiunge, parlando ai pm, che lui non ci sarebbe mai "passato a 10 metri!" (Il Messaggero http://is.gd/tRAd0i). Secondo la versione di Francesco Schettino, quindi, la Costa Concordia sarebbe potuta passare addirittuta a 10 metri dal faro del porto dell'Isola del Giglio, perché convinti di non trovare alcuno ostacolo in mare. La versione del comandate Palombo sembra essere però diversa. Oltre a salutare il comandante Palombo, Francesco Schettino parla anche di una specie di sfida amichevole tra capitani, parlando del comandante Garbarino, collega al timone della Costa Luminosa, che via email periodicamente lo informava delle sue prodezze. Come riporta Il Giornale (http://is.gd/RVe2mx), sembra inoltre che Francesco Schettino abbia raccontanto che anche a bordo tutti sapevano quando si approssimava il momento dell'inchino, visto che venivano pubblicati degli avvisi per non far perdere ai passeggeri lo spettacolo. Schettino inoltre insiste sul fatto che quello all'Isola del Giglio fosse un inchino programmato proprio dalla Costa Crociere. Sempre su Il Giornale si legge: " 'Bisognava farlo la settimana prima', dice agli inquirenti. Ma il tempo non era buono. E allora il rinvio di sette giorni. Poi l'insistenza della compagnia navale: 'Facciamo navigazione turistica, ci facciamo vedere, facciamo pubblicità e salutiamo l'isola'. Questa volta Schettino non obietta".
La Costa Crociere finora non ha replicato alle dichiarazioni di Schettino, con Pierluigi Foschi, presidente e Ad del Gruppo, che commenta in una nota: "Essendoci un'indagine della magistratura in corso non possiamo rilasciare informazioni. Continueremo a collaborare con la magistratura".

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