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Francesco Schettino ha fatto "la migliore manovra di salvataggio"

Forse Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, è stato dipinto molto peggio di quello che in realtà è, e di quello che in realtà ha fatto il giorno dell'incidente presso l'Isola del Giglio. Un sistema di identificazione (AIS) rivelerebbe, infatti, come Schettino abbia effettuato una "manovra di salvataggio secondo l'arte marinaresca".

Francesco Schettino non sarebbe quel comandante "codardo" come da più parti è stato dipinto. Forse è stato imprudente ad avvicinarsi così all'Isola del Giglio con una nave lunga quasi 300 metri, soprattutto perché la zona è protetta da vincoli paesaggistici. Forse non ha lasciato la nave per ultimo, come il codice marinaresco imporrebbe. Ma molto probabilmente ha "salvato molte vite", come spiega all'Ansa il "capitano Giovanni Luca Barbera, direttore per il Mediterraneo della compagnia di navigazione svedese Wallenius, alle spalle 15 anni di esperienza nei mari di tutto il mondo a bordo di portacontainer" (http://is.gd/tJKl5J). Forse i media, magari alla caccia di un nuovo Michele Misseri, hanno tirato le somme di questa triste storia un po' troppo velocemente, e i due audio (http://www.youtube.com/watch?v=c8y18IJrTyE - http://www.youtube.com/watch?v=ImC5S-ayVVU) delle telefonate che Francesco Schettino ha avuto con l'ufficiale della Capitaneria di porto Gregorio De Falco hanno contribuito a metterlo definitivamente alla berlina.
"Invitiamo accoratamente gli organi di stampa al rispetto massimo delle persone coinvolte in questa immane tragedia, evitando che la caccia alla notizia sensazionale calpesti la dignità umana" chiedeva pochi giorni fa la moglie di Schettino, Fabiola Russo, invitando tutti "a comprendere la sua tragedia e il suo dramma umano".
A capovolgere nettamente la figura di Francesco Schettino, quella almeno presentata in questi giorni da molti organi di stampa come da molti contenitori televisivi, è una mappa. Non una ricostruzione di quello che sarebbe accaduto prima, durante, e dopo l'impatto, ma esattamente la rotta che la Costa Concordia ha tenuto la sera dell'incidente. Questa traccia certa è stata rilevata dall'AIS (Automatic Identification System), che la Qps, una società olandese specializzata in software per la navigazione, ha deciso di rendere pubblica. L'esperto interpellato dall'Ansa spiega quindi che "in base ai dati esaminati, a far accostare il 'Titanic italiano' all'Isola del Giglio dopo l'urto non sarebbero state le correnti marine, ma una 'manovra di salvataggio che ha salvato molte vite umane' ". Prima di tutto il capitano Giovanni Luca Barbera precisa che "l'AIS è un sistema sicuro come la matematica che indica in qualsiasi momento la posizione di una nave e la sua velocità". Cosa succede quella sera di venerdì 13 gennaio? La Costa Concordia viaggia in direzione dell'Isola del Giglio a circa 15 nodi, e pare che tenti all'ultimo minuto di cambiare rotta per evitare lo scioglio delle Scole, senza riuscirci. L'impatto avviene tra le 20:43 e le 20:45, e l'esperto chiamato dall'Ansa afferma che intorno alle 20.52, carte AIS alla mano, la Costa Concordia inizia una "manovra di salvataggio" effettuata "secondo l'arte marinaresca". "Dalle rilevazioni del sistema - dice il capitano Barbera - si capisce che il comandante ha effettuato la migliore manovra di salvataggio per evitare l'affondamento della nave e salvare così molte vite umane" perché "il movimento della nave così come rilevato dall'AIS non può essere stato determinato soltanto dall'impatto contro gli scogli e dalle correnti marine". In poche parole, come ha sempre sostenuto Francesco Schettino, sarebbe stato il comandante a dirigere la Costa Concordia il più vicino possibile verso il porto dell'Isola del Giglio, evitando di mandarla alla deriva, dove le operazioni di salvataggio sarebbero risultate più difficili e forse ci sarebbero state molte più vittime, anche a causa della profondità dell'acqua.
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