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Franca Rame è morta. Da Lo stupro al suicidio fino alla "pazzia organizzata" del Parlamento

Franca Rame è morta oggi all'età di 84 anni, malata da tempo dopo l'ictus che l'ha colpita nell'aprile del 2013. Tante le lotte di Franca Rame, "cresciuta in teatro con Dario Fo, totalmente coinvolta in battaglie per ogni libertà, compresa quella di espressione e pensiero". Ma anche tanti dolori, dallo stupro al tentativo di suicidio, fino alla delusione per un Parlamento diventato una "pazzia organizzata".

Franca Rame è morta oggi all'età di 84 anni. Questa mattina, i sanitari del 118 giungono nella sua casa di Porta Romana a Milano, ma purtroppo non possono fare altro che decretarne il decesso. Franca Rame era malata da tempo, e non si era mai ripresa completamente da quando, il 19 aprile 2012, venne colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano. Franca Rame si è sposata nel 1954 con Dario Fo, e dalla loro unione non nacque solo il figlio Jacopo ma anche un lungo e duraturo sodalizio artistico, un po' meno invece a livello sentimentale. Nel 1994 Franca Rame svela infatti di aver tentato nel 1982 il suicidio "per amore di Dario Fo". Al Corriere della Sera Franca Rame raccontò: "Vivevo una profonda depressione e ingigantivo tutto. Dario è un uomo, stavamo insieme da quasi 30 anni e le avventure capitano, ma in quei momenti non capisci. - confermando - Sì, ho cercato di uccidermi per amore, ma in realtà si arriva a quel gesto per una somma di problemi".

Nonostante i tanti successi ottenuti in carriera, il passato di Franca Rame è infatti stato segnato anche da un rapimento e da una violenza fisica e sessuale perpetrata nel 1973 da esponenti dell'estrema destra. Il procedimento penale è giunto però a sentenza definitiva solo dopo 25 anni, e ciò ha purtroppo comportato la prescrizione del reato. Franca Rame ha elaborato questa drammatica esperienza portando sul palco il celebre monologo Lo stupro, anche nel corso di Fantastico 1988 (video Youtube), condotto da Adriano Celentano.

Tante le lotte di Franca Rame, "cresciuta in teatro con Dario, totalmente coinvolta in battaglie per ogni libertà, compresa quella di espressione e pensiero" come ricordava circa 4 anni fa nel "testamento morale" dell'artista pubblicato da L'Espresso con il titolo "Il mio mondo non ha la mia età". Franca Rame rammentava: "Non credo sia capitato a molti di venir cancellati per 16 anni da tutte le trasmissioni e i teatri di Stato gestiti dai burocrati della Dc: ti costringe a una resistenza disperata - avvertendo - E dopo 30 anni succede da capo. Viviamo una crisi senza eguali, finanziaria, politica, umana, culturale, e il tormentone governativo ripete: 'Abbiate fiducia! Siamo fuori del tunnel!'. No. Vediamo crolli, imprese che falliscono, banche che truffano, governanti che corrompono e rubano. Bisogna rispondere con rabbia e denuncia. Per stare in piedi. Decisi a non farci schiacciare nel pantano della dignità perduta".

Una analisi lucida di quello che che sta accadendo oggi in Italia, ad un passo dal baratro perché non ha saputo rispondere alle tante speranze di cambiamento degli italiani, comprese quelle di Franca Rame che dopo essere stata eletta nel 2006 in Senato nelle fila dell'Italia dei Valori si è dimessa nel 2008 per aver sentito, al pari di molti altri cittadini che avevevano voluto la nascita del governo Prodi, "la delusione crescere, a seguito di decisioni sempre più distanti da loro, decisioni che li hanno alla fine, allontanati dalla politica", come si legge nella sua lunga lettera di dimissioni.

"Quante volte, per non farlo cadere, 'sto benedetto governo', ho dovuto subire il ricatto e votare contro la mia coscienza?" denunciava Franca Rame, sottolineando: "La prima volta che ho sentito forte la necessità di allontanarmi da questa politica svuotata di socialità, è stato proprio con il rifinanziamento delle missioni italiane 'di pace' all'estero (video intervento). Ero decisa a votare contro, ma per senso di responsabilità, e non mi è stato facile, mi sono dovuta ancora una volta piegare. E non mi è piaciuto proprio".

Franca Rame, durante il suo periodo in Senato, ha seguito quattro Commissioni: Infanzia, Uranio impoverito, Lavori pubblici e comunicazione, Vigilanza Rai, e sempre nella sua lettera di dimissioni ha evidenziato come ormai il Parlamento era diventato una "pazzia organizzata", criticando fortemente la "lentezza" dello Stato che rallenta di conseguenza lo sviluppo della società. Franca Rame auspicava quindi che le riunioni del Parlamento "si facessero via web", anticipando il pensiero di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle, di cui Dario Fo è forse uno dei più fervidi sostenitori. D'altronde, Franca Rame era entrata nel partito di Antonio Di Pietro, il magistrato che fece scoppiare Tangentopoli anche grazie all'utilizzo nell'inchiesta dei personal computer e che si affidò a Gianroberto Casaleggio per il lancio dell'Italia dei Valori sul web.

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