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Forza Italia: Renzi in Europa è partito con il piede sbagliato

Daniele Capezzone e Andrea Mandelli di Forza Italia si dicono molto delusi dal discorso che Matteo Renzi ha pronunciato davanti al Parlamento europeo che ha dato il via al semestre italiano, perché "ha eluso tutti i veri nodi della politica europea" e si è "arreso prima ancora di iniziare sulla flessibilità".

"Nel suo discorso al Parlamento europeo sul semestre di presidenza italiano Matteo Renzi ha tentato di volare alto, cercando di infondere orgoglio e speranza agli eurodeputati, ma nei suoi numerosi voli pindarici ha eluso tutti i veri nodi della politica europea che condannano non solo noi, ma un intero continente ad arrancare, senza né crescita né vero risanamento della finanza pubblica" sottolinea Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera, dopo il discorso del premier a Bruxelles. Il deputato di Forza Italia precisa infatti che "non basta ripetere come un mantra la parola ‘crescita’, se poi non si rimuovono gli ostacoli (a casa nostra sì, ma anche in Europa) che ci impediscono di crescere. - ribadendo - Abbiamo urgente bisogno di un vero e proprio choc fiscale, meno tasse e meno spesa per alcune decine di miliardi di euro, ma l’approccio contabile e ragionieristico dell’Europa ai problemi del rientro dal deficit e dal debito ci impedisce di sviluppare una politica economica che abbia un minimo di visione e di respiro: quello degli ‘zero virgola’ è il solo orizzonte che ci è permesso di guardare". Capezzone evidenzia infatti che oltre alle "nostre riforme" è necessario anche che si possa fare "la ‘nostra’ politica economica", aggiungendo: "Renzi è probabilmente riuscito a tranquillizzare Merkel e Schauble dicendo che l’Italia non intende ‘chiedere e rivendicare’. - e per questo - in Europa è partito con il piede sbagliato". Il forzista ricorda infine come il premier olandese abbia inoltre "rivendicato che all’ultimo vertice UE Olanda e Germania hanno ‘stoppato’ il tentativo di Francia e Italia di ammorbidire le regole di bilancio". Sulla stessa linea anche il senatore Andrea Mandelli (Fi), denunciando come "sulla flessibilità, il premier si è arreso prima di iniziare, preferendo rifugiarsi nel rassicurante (per lui) ricorso agli slogan e alla retorica. - chiarendo - Anche la scelta di abbandonare il discorso scritto per andare a braccio non si è rivelata il massimo: proprio come è successo in occasione del suo discorso alle Camere per la fiducia, anche in Europa Renzi ha scordato di spiegare cosa intende fare durante il mandato. O forse le parole del premier olandese Rutte, che disegnano un fronte dell’austerità ancora granitico, lo hanno scoraggiato".

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