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Forza Italia: Monti da Napolitano già in estate 2011? Ora verità su perché

Forza Italia vuole capire, dopo le rivelazioni del libro "Ammazziamo il Gattopardo" di Alan Friedman sul fatto che Mario Monti fu chiamato da Giorgio Napolitano già nell'estate del 2011, se c'è stata "la tessitura di un'operazione iniziata con la famosa vendita in massa dei nostri titoli di Stato da parte delle banche tedesche e proseguita con una forte impennata dello spread".

Anche il Financial Times si occupa del caso che rivela come l'investitura di Mario Monti a Presidente del Consiglio al posto di Silvio Berlusconi fosse stata preparata almeno diversi mesi prima delle dimissioni del governo di centrodestra, avvenute il 12 novembra 2011. Le reazioni di Forza Italia alle rivelazioni del libro "Ammazziamo il Gattopardo" di Alan Friedman (in uscita per Rizzoli il 12 febbraio) non si sono ovviamente fatte attendere. Deborah Bergamini, responsabile della comunicazione di Forza Italia, chiarisce: "Le anticipazioni del libro di Friedman aggiungono ulteriori elementi alle questioni che noi e Berlusconi abbiamo denunciato da tempo. Adesso si tratta di vedere se su queste sconcertanti rivelazioni verrà steso un manto di silenzio, come spesso è accaduto in questo Paese, oppure se si coglierà finalmente l'occasione per dire la verità sui fatti dell'estate 2011". La Bergamini precisa infatti: "Serve un'assunzione di responsabilità da parte dei rappresentanti delle istituzioni che operarono in quel momento. Dobbiamo capire se c'è stata, come appare dalle testimonianze di persone non certo amiche di Berlusconi, la tessitura di un'operazione iniziata con la famosa vendita in massa dei nostri titoli di Stato da parte delle banche tedesche e proseguita con una forte impennata dello spread. Se tutto questo è stato frutto di una concertazione esterna al nostro Paese, oppure no. Molti elementi ci suggeriscono di sì. A partiti invertite, cioè con Silvio Berlusconi artefice di una manovra simile, a questo punto in Italia ci sarebbero i caschi blu dell'ONU".
Anche il Presidente della Commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone sottolinea: "Facciamo una simulazione, invertendo le parti in campo nel 2011 e cambiando ruolo agli attori. Se oggi venisse fuori (per testimonianze raccolte dal giornalista Friedman, per le rivelazioni di Mario Monti, eccetera) che un eventuale Presidente della Repubblica di nome Silvio Berlusconi (eletto, allora, solo con i voti della sua parte), avendo ipoteticamente a che fare con un Governo di centrosinistra liberamente scelto dai cittadini e dotato ancora di una maggioranza parlamentare, avesse invece operato per insediare un diverso Governo con un diverso premier, quel Silvio Berlusconi sarebbe oggi oggetto di una lapidazione politica e mediatica, con relativi appelli degli intellettuali di sinistra a difesa della democrazia, trasmissioni televisive roventi e un furente dibattito civile contro il golpe. - e conclude - Non è così?".

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