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Forza Italia, Capezzone: decreto su bonus 80 euro ha cinque errori di fondo

Forza Italia critica il decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri, quello che promette 80 euro in più in busta paga. Daniele Capezzone espone "cinque errori di fondo che vanificano l'operazione" mentre Renato Brunetta avverte: "Tutte le norme di dettaglio dovranno essere immediatamente operative, onde evitare che all'evidente intento elettoralistico".

Forza Italia, che cerca un equilibrio (credibile) per il fatto che da una parte è alleato di governo per le riforme costituzionali e dall'altra rimane forza di opposizione, critica il decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri. Decreto, che fa notare Daniele Capezzone, non ancora presentato nel dettaglio ma che già "sembra presentare tre limitati aspetti positivi che tuttavia, dopo settimane di roboanti annunci, appaiono piuttosto ridimensionati". Il deputato di Forza Italia si riferisce: "ai tagli alla spesa pubblica improduttiva, purtroppo abbastanza ridotti; al bonus fiscale/elettorale riconosciuto ad alcuni lavoratori dipendenti (ad una platea più ristretta rispetto ai primi annunci, perché esclude gli incapienti); e infine al timido avvio del taglio dell’Irap". "Ma restano cinque errori di fondo che vanificano l’operazione" afferma Capezzone, elencando: "Il primo è il mantenimento (e addirittura l’inasprimento) della tassazione sulla casa, fortemente voluto dal Governo Renzi e aggravato poche settimane fa nel recente decreto sulla finanza locale. Il secondo è l’inasprimento della tassazione sul risparmio e sulle attività finanziarie. Il terzo è l’esclusione (e, quindi, la discriminazione) degli autonomi, lavoratori anch’essi, ma tenuti fuori dal taglio Irpef. Il quarto è l’esclusione degli incapienti. - ed infine - Il quinto è che l’intervento sull’Irap è limitato (l'aliquota passa dal 3,9% al 3,5%, ndr)".

Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, ricorda invece che un decreto legge ha come requisito quello della "necessità e dell’urgenza" e quindi, chiarisce: "Tutte le norme di dettaglio dovranno essere immediatamente operative, onde evitare che all'evidente intento elettoralistico - un po’ di soldi in busta paga per il proprio elettorato di riferimento fin troppo attratto dalle lusinghe di Grillo - si possano sommare altre promesse da marinaio". Brunetta solleva dubbi anche in merito "all’omogeneità di materia. - chiarendo - Non possiamo avere un decreto legge omnibus, dove è contenuto tutto ed il contrario di tutto".

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