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Cassazione: interdizione Berlusconi. Bergamini: preclusione ideologica

Forza Italia fa quadrato attorno al proprio leader dopo la sentenza della Cassazione che conferma l'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi. Renato Brunetta auspica un ribaltamento a Strasburgo mentre Deborah Bergamini sottolinea che in Italia "esiste una preclusione ideologica che comprime il diritto di difesa".

"Ancora una volta la giustizia italiana va in direzione opposta rispetto a quella europea" afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, commentando la sentenza della Cassazione che conferma l'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi. Brunetta ricorda quindi che "dieci giorni fa la Corte europea dei diritti dell'uomo condannava l'Italia perché applicava due sanzioni per lo stesso fatto. Oggi la Corte di Cassazione, confermando la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, raddoppia la pena per un fatto già sanzionato dalla legge Severino. - concludendo - La storia è piena di questi casi, ci sarà pure un giudice a Strasburgo". L'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, anticipa infatti che sulla sentenza si ritiene "quantomeno necessario un approfondimento presso la Corte Europea di Strasburgo". Anche Deborah Bergamini ritiene che sia "diventato praticamente impossibile difendere e riuscire a far valere le ragioni di Silvio Berlusconi sul territorio nazionale", perché a giudizio della deputata di Forza Italia "esiste una preclusione ideologica che comprime il diritto di difesa e travolge, al tempo stesso, la possibilità di milioni di elettori di esprimere democraticamente il proprio voto e di essere rappresentati dal Presidente Berlusconi".

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