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Berlusconi ai servizi sociali, Gasparri: improprio parlare di soddisfazione

Non è vista totalmente come una buona notizia, in Forza Italia, la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano di affidare Silvio Berlusconi ai servizi sociali per scontare la pena di frode fiscale. Per Maurizio Gasparri "è improprio parlare di soddisfazione" mentre per Raffaele Fitto non cura la "profonda ferita alla democrazia italiana". Daniele Capezzone invece non vede "chi e cosa debba essere ‘rieducato' e ‘recuperato' ".

Non è vista totalmente come una buona notizia, in Forza Italia, la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano di affidare Silvio Berlusconi ai servizi sociali per scontare la pena di frode fiscale. Per i legali dell'ex Cavaliere, Franco Coppi e Niccolò Ghedini, la decisione dei giudici "appare equilibrata e soddisfacente anche in relazione alle esigenze dell’attività politica del presidente Berlusconi", come sottolineano in una nota, confermando che il leader di Forza Italia "svolgerà i suoi servizi sociali alla fondazione Sacra Famiglia a Cesano Boscone, comune nell’hinterland di Milano. Una attività di volontariato che lo impegnerà almeno una volta alla settimana e per un tempo non inferiore a quattro ore consecutive, secondo le indicazioni che verranno concordate con l’Uepe, l’Ufficio esecuzioni pene esterne". Coppi e Ghedini evidenziano quindi che "salvo specifiche autorizzazioni" Berlusconi non potrà lasciare la Lombardia ma è autorizzato come da sua richiesta a recarsi in Roma presso il domicilio da lui indicato dal martedì al giovedì con ritorno al suo domicilio in Lombardia entro le 23 del giovedì stesso.

Per Maurizio Gasparri, però, "di fronte a un percorso costellato da una lunga e dolorosa serie di ingiustizie, è improprio parlare di soddisfazione per quanto riguarda l’accoglimento della proposta di servizi sociali per Silvio Berlusconi. - ammettendo - C’è comunque il fatto positivo che Berlusconi potrà essere come sempre alla testa della nostra campagna elettorale, per smentire a colpi di voti i troppi profeti di sventura". Anche per Raffaele Fitto la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano non cura la "profonda ferita alla democrazia italiana", e ricorda: "Dapprima il lungo uso politico della giustizia contro Silvio Berlusconi poi l’ingiusta condanna inflittagli nei mesi scorsi (ricordiamolo: fondata sul nulla); poi la decadenza dal Senato; poi l’incredibile accelerazione di tutte le procedure: tutto ciò determina una ferita non solo ai danni di Silvio Berlusconi, ma anche ai danni del diritto di milioni di italiani ad avere piena rappresentanza politica e istituzionale. - concludendo - E il silenzio pilatesco della sinistra, vecchia e nuova, mostra che il problema c’è: resta un assoggettamento di fondo della sinistra all’uso politico della giustizia come arma impropria contro gli avversari". Daniele Capezzone invece non vede "chi e cosa debba essere ‘rieducato’ e ‘recuperato’ " attraverso i servizi sociali, confermando che "il vulnus democratico c’è tutto" perché "in un Paese dell’Occidente avanzato, un leader scelto liberamente un anno fa da circa 10 milioni di italiani viene prima espulso dal Parlamento, poi privato del diritto di voto, e ora costretto a un regime caratterizzato comunque da limitazioni personali". Capezzone invita quindi "la sinistra a rendersi conto che il problema non riguarda solo il cittadino Berlusconi e i suoi elettori, ma riguarda tutti". Dal PD, però, per il momento nessun commento in merito alla decisione di affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi.

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