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Parco dell'Etna: Forestale libera un Falco pellegrino catturato da un bracconiere

"Di recente, un Falco pellegrino ha riconquistato la libertà, in località Monte Grosso, nel comune di Nicolosi, all'interno del Parco dell'Etna. L'esemplare era stato sequestrato, lo scorso novembre, nel corso di una perquisizione effettuata dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato presso la Procura della Repubblica di Catania, nell'ambito di un servizio mirato", aprono con un comunicato i Forestali.

"Di recente, un Falco pellegrino ha riconquistato la libertà, in località Monte Grosso, nel comune di Nicolosi, all'interno del Parco dell'Etna. L'esemplare era stato sequestrato, lo scorso novembre, nel corso di una perquisizione effettuata dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato presso la Procura della Repubblica di Catania, nell'ambito di un servizio mirato" si rende pubblico in un comunicato dei Forestali.
"Il rapace era stato prelevato dal proprio ambiente naturale da un bracconiere locale presso la cui abitazione sono stati rinvenuti altri animali appartenenti a specie protette, anch'essi sequestrati. La liberazione è avvenuta alla presenza, oltre che degli uomini del Corpo Forestale dello Stato, del personale del Ripartizione Faunistico Venatoria e di quello del Centro di Recupero Fauna selvatica di Belpasso, che lo ha avuto in custodia" prosegue il CFS.
"Il Falco pellegrino, Falco peregrinus, è un rapace diurno che riveste un'importanza fondamentale nel nostro ecosistema e la cui presenza è, ormai, sempre più rara nel territorio italiano, a causa della cattura da parte di bracconieri senza scrupoli che alimentano il mercato illegale rivolto, prevalentemente, a pseudo falconieri" proseguono le Giubbe Verdi.
"Si tratta di una specie che caccia in volo le sue prede e che in picchiata riesce a raggiungere velocità impressionanti - si riporta -, oltre 300 Km orari, che ne fanno l'animale più veloce al mondo. Di recente è stato, inoltre, liberato un altro rapace, un'albanella, che era stato affidato al Centro di Recupero per le cure necessarie. Una trentina di testuggini di terra, Testudo hermanni, specie autoctona dell'isola che, ormai, sempre più raramente, si incontra nelle sue campagne, delle quali sei erano state sequestrate allo stesso soggetto, sono state, invece, liberate, recentemente, in un altro luogo idoneo. Purtroppo, persone con poca coscienza ambientale e lungimiranza non resistono alla tentazione di appropriarsi di specie in via di estinzione, che devono restare libere, al fine di garantirne la conservazione."
"Invece - viene palesato -, o per alimentare lucrosi traffici o per soddisfare l'egoismo proprio del collezionista che vuole possedere, a tutti costi, una specie rara, si preferisce guardare, magari in un garage dentro una gabbia, uno degli ultimi esemplari rimasti, di fatto condannando la sopravvivenza della specie stessa. Non si tiene, tra l'altro, conto delle severe sanzioni in cui possono incorrere i soggetti che detengono, illecitamente, esemplari come quelli recentemente liberati."
"Si tratta - si svela in conclusione della nota -, infatti, di specie tutte ricomprese nell'Allegato A del Regolamento Europeo 338/97, ovvero soggette alla massima protezione e per il cui illecito commercio o detenzione, la nuova legge sui reati ambientali, appena entrata in vigore, prevede un inasprimento di pena: arresto da sei mesi a due anni e ammenda da 15.000 a 150.000 Euro. Anche per questo, se non per coscienza ambientale, sarebbe meglio lasciare questi animali liberi."

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