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Montecorice (SA): sequestrata villa con piscina ed indagate 6 persone

"A seguito di un'accurata indagine condotta nell'ambito delle attività di contrasto agli eco-illeciti e di difesa del patrimonio ambientale, gli uomini del Corpo forestale dello Stato del CTA di Vallo della Lucania hanno individuato abusi edilizi di varia natura", illustrano in un comunicato le Giubbe Verdi.

"A seguito di un'accurata indagine condotta nell'ambito delle attività di contrasto agli eco-illeciti e di difesa del patrimonio ambientale, gli uomini del Corpo forestale dello Stato del CTA di Vallo della Lucania hanno individuato abusi edilizi di varia natura. L'indagine ha portato alla scoperta di strutture abusive lungo la costa del comune di Montecorice, alla frazione Agnone e più precisamente a 'punta capitello', luogo di naturale incomparabile bellezza, rubricato, ai sensi del DM 20.03.1969, come di notevole interesse pubblico e sottoposto a vincolo paesaggistico ed ambientale oltre che rientrante nella perimetrazione definitiva del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni" si riferisce in un comunicato dei Forestali.
"In particolare, le opere edili riguardavano la demolizione di un fabbricato preesistente, l'esecuzione dello scavo di fondazione e la realizzazione di piattaforma in cemento armato per la costruzione del nuovo edificio con spazi esterni comprensivi di piscina il tutto posto sotto sequestro preventivo disposto dalla autorità giudiziaria. Ma l'aspetto peculiare ed allarmante della vicenda è il coinvolgimento, oltre che della proprietà, della direzione dei lavori e della ditta esecutrice per violazioni di carattere urbanistico e paesaggistico, di due pubblici funzionari del comune di Montecorice coinvolti nel procedimento per abuso d'ufficio. Le indagini infatti, hanno disvelato l'esistenza di domande che avrebbero dovuto essere dichiarate improcedibili cui invece è seguito il rilascio di permessi illegittimi. Il territorio del Cilento non è nuovo ad operazioni del genere. Da queste parti la tutela dell'ambiente e l'attività di controllo del territorio è tra le priorità del Corpo Forestale dello Stato poiché trattandosi di un'area di grande pregio paesaggistico/ambientale ed a vocazione turistica frequenti sono i tentativi volti a raggirare i vincoli esistenti nell'area protetta" osserva in conclusione nella nota il CFS.

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