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Cuneo: operazione 'Heidi' porta a 4 arresti per truffa a UE su alpeggi

"Si è conclusa la prima fase di una vasta attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cuneo e condotta dal Nucleo Investigativo del CFS di Cuneo che ha portato ad effettuare perquisizioni su 26 aziende agricole del Nord e all'arresto di 4 componenti, tra loro parenti, di una Cooperativa Agricola con sede a Marene (CN), con l'accusa di associazione a delinquere dedita alla truffa in danno all'Unione Europea", si spiega in una nota il Corpo Forestale dello Stato.

"Si è conclusa la prima fase di una vasta attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cuneo e condotta dal Nucleo Investigativo del CFS di Cuneo che ha portato ad effettuare perquisizioni su 26 aziende agricole del Nord e all'arresto di 4 componenti - espone in una nota il Corpo Forestale dello Stato -, tra loro parenti, di una Cooperativa Agricola con sede a Marene (CN), con l'accusa di associazione a delinquere dedita alla truffa in danno all'Unione europea."
"La Cooperativa di Marene infatti - illustrano in aggiunta le Giubbe Verdi -, dietro lauto compenso, offriva a svariate aziende agricole italiane un 'pacchetto documentale' completo, utile alle medesime per poter chiedere all'UE ingenti finanziamenti per attività di pascolamento, attività che però, in realtà, in molti casi finora accertati, non veniva in alcun modo svolta. Ecco allora che i contributi europei venivano versati per terreni non pascolati, impascolabili, talora inaccessibili o abbandonati da tempo immemore, ancora in alcuni casi boscati o rocciosi. Quindi la Cooperativa fungeva da 'procacciatrice' di terreni, per lo più di proprietà comunale, senza farsi troppi scrupoli sulla reale disponibilità, tanto che sono risultati posti a finanziamento pubblico svariati appezzamenti che le Amministrazioni comunali o Enti Parco avevano espressamente escluso. In altre parole agli Organismi pagatori le carte risultavano in regole, nella realtà l'attività, considerata di pubblico interesse e per la quale l'erario europeo era ed è disponibile ad investire congrue risorse, era solo fittizia."
"Tutto ciò è stato possibile attraverso una serie notevole di falsi vari (contraffazione documenti, uso illecito dei modelli di sanità animali, false perizie tecniche asseverate, residenze fittizie per poter accedere agli usi civici comunali) oltrechè in alcuni casi ingannando i locali margari facendo loro firmare, in maniera inconsapevole, documenti di monticazione di animali su altri pascoli rispetto a quelli ritenuti" proseguono i Forestali.
"Fino ad oggi l'attività investigativa ha riguardato alpeggi o presunti tali per un complessivo di 1890 ettari (pari a circa 2800 capi di calcio) nelle province di Cuneo, Alessandria, Verbania e Genova. All'indagine ha partecipato, sotto la regia della Procura di Cuneo, anche la Guardia di Finanza, che ha provveduto a porre sotto sequestro beni per circa due milioni di euro. Grave il danno per le nostre montagne, in termini di perdita di biodiversità, di impoverimento della qualità pabulare dei pascoli, di paesaggio e di immagine latu sensu " si comunica in conclusione.

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