le notizie che fanno testo, dal 2010

Bracconaggio nel parco nazionale dell'Alta Murgia: caccia illegale al cinghiale

"L'attività di caccia illegale ancora una volta nel mirino del Corpo Forestale dello Stato. Una specifica attività a tutela del patrimonio faunistico del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è stata condotta dagli uomini del Comando stazione forestale di Ruvo di Puglia da tempo sulle tracce di alcuni bracconieri dediti al prelievo venatorio illegale", diffondono dal CFS.

"L'attività di caccia illegale ancora una volta nel mirino del Corpo Forestale dello Stato. Una specifica attività a tutela del patrimonio faunistico del Parco Nazionale dell'Alta Murgia è stata condotta dagli uomini del Comando stazione forestale di Ruvo di Puglia da tempo sulle tracce di alcuni bracconieri dediti al prelievo venatorio illegale" viene reso pubblico con una nota dei Forestali.
"Gli agenti sono intervenuti nel comprensorio boschivo denominato 'Lama pagliara', in agro di Ruvo di Ruglia, ove dopo adeguati pedinamenti, hanno sorpreso un'autovettura con all'interno due soggetti in chiaro atteggiamento sospetto e intenti frettolosamente a nascondere qualcosa nel proprio mezzo" mette al corrente il CFS.
"Raggiunta e fermata l'autovettura è stato rinvenuto un fucile da caccia in pronta disponibilità ossia non smontato in più parti, come pure un congruo numero di cartucce a palla singola, tipico munizionamento usato nella caccia al cinghiale. I Forestali hanno così immediatamente contestato ai soggetti, in concorso tra loro, l'introduzione di armi all'interno dell'area protetta e a seguito dell'attività investigativa svolta, anche il reato di esercizio venatorio non consentito all'interno di area naturale protetta. Infatti, i due soggetti avevano posto in essere un'attività di caccia illegale finalizzata all'abbattimento di un cinghiale perpetrandola direttamente dall'interno dell'autovettura utilizzata sui sentieri boschivi per la ricerca della fauna nell'intento di abbatterla e fugacemente caricarla sul mezzo. Per questo, le armi e le relative munizioni, sono state poste sotto sequestro mentre i due soggetti entrambi Andria di 59 e 60 anni, sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria di Trani. Ora rischiano l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda di 13mila euro" puntualizzano al termine le Giubbe Verdi.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: