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Firefox, dopo la 6 non darà più i numeri. Di versione

Forse "il nuovo che avanza" non avrà più un "numero di versione" sul browser di Mozilla che dice di sé, modestamente: "Un bene per il Web. Un bene per il mondo". Questa è solo una proposta, certo, che neppure è piaciuta a tutti. Per alcuni il tempo delle "release" sarebbe finito. Punto e basta. Appunto.

Quando il netizen viene considerato un mero "user", nello stesso spirito per cui non si è tenuti a sapere come funzioni la lavatrice per usarla, i "tecnicismi" propri della "macchina" diventano, come si dice in gergo, "trasparenti" ovvero "invisibili" per chi non è un tecnico "addetto ai lavori". Oggi ad esempio, facendo clic sul menu dei software, di solito su "about", c'è una finestrella con i "credits" e la "versione" del programma che si sta utilizzando. Questi numeri appartengono alla "release" ovvero al numero di versione di "rilascio" di un determinato programma e servono per rendersi conto quantomeno dell'evoluzione "temporale" di un software. Ci sono due tipi di "release", la "major release" che indica modifiche sostanziali rispetto alla precedente e la "minor release" che, di solito, viene rilasciata per la correzione dei bachi. Ora tutto questo, visto che il web forse deve diventare sempre più per "user" e meno per "netizen", potrebbe sparire, a partire dalla prossima versione di Firefox. Il browser Open Source più famoso del pianeta, giunto alla versione 6, come qualcuno si sarà accorto per l'"aggiornamento automatico" di qualche giorno fa, potrebbe non "dare più i numeri". Di versione, naturalmente. Il concetto che potrebbe contagiare anche Firefox è la nuova moda del "software in fieri", software in divenire, ovvero quello che non ha mai una versione "vera e propria" visto che è in continua evoluzione. Il sapere quale versione del software si stia utilizzando non sembra più essere un diritto, e neppure una concessione che vale la pena di fare allo "user". Questa proposta, per alcuni aspetti inquietante, è stata fatta da Asa Dotzler (Firefox's Product lead) che ragiona sul fatto che, come Facebook o Twitter non forniscono il numero della propria versione, non si capisce perché un browser debba farlo. Per Dotzler, come per molti altri, basta semplicemente indicare, dopo un ennesimo aggiornamento (magari silenzioso) che si è " aggiornati all'ultima versione" senza aggiungere altro. Ovviamente questa assenza di release potrebbe risolvere, per i soliti malpensanti, molti problemi alla radice. Perché avere una versione 6, 7, 8 eccetera, con ovvie battaglie di marketing dove il prodotto concorrente più "avanti" come numerazione pare sempre quello più "nuovo"? Perché indicare all'utente una precisa release che potrebbe "impugnare" per far rivalere i propri diritti, magari a causa di un danno provocato al proprio hardware o ad altro software? Perché indicare un numero di "versione" da segnalare in una eventuale richiesta di assistenza? Per questo i casi, per molti osservatori, sono due: o gli sviluppatori incominciano a non capire più il perché di questi concetti "antichi" dell'informatica, o forse li comprendono troppo bene, questo non si sa. Ubi maior minor cessat, dicevano i latini. E questo incomincia a valere anche per le release.

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