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Vertenza Jabil: sospesi licenziamenti. Fiom: modificare piano industriale

Il 29 ottobre si è svolto il primo incontro al Ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Jabil. la Fiom comunica che il tavolo è servito per sospendere la procedura di licenziamento collettivo per 380 lavoratori fino al prossimo incontro che si svolgerà il 17 novembre, e chiede "al Governo e alla Regione Campania per intervenire sui vertici della multinazionale affinché venga modificato un piano industriale di soli tagli".

Il 29 ottobre si è svolto il primo incontro al Ministero dello Sviluppo economico richiesto dalle Organizzazioni sindacali per chiedere alla Jabil il ritiro della procedura di licenziamento collettivo per 380 lavoratori, avviata ormai un mese fa. I lavoratori della Jabil erano infatti ieri in presidio sotto il Ministero dello Sviluppo economico, in seguito raggiunti anche dagli operai della Ast di Terni, che si erano mossi in corteo dopo le cariche della polizia. Roberta Turi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, annuncia che la Jabil, "su richiesta del ministero, ha accettato di bloccare i termini della procedura per verificare se ci siano le condizioni per utilizzare strumenti alternativi ai licenziamenti, che saranno quindi congelati fino al prossimo incontro che si svolgerà il 17 novembre". La sindacalista spiega che "in quella data l'azienda comunicherà alle parti se intenderà o meno ritirare la procedura". La Fiom ritiene che "la condizione necessaria per raggiungere l'obiettivo di mantenere il lavoro a Marcianise sia quella di far modificare alla multinazionale dell'elettronica il suo piano industriale che oggi prevederebbe una riduzione del personale a 300 lavoratori contro i 560 attualmente in forza nello stabilimento campano", precisa Roberta Turi lamentando il fatto che "gli sforzi compiuti dal ministero fino ad oggi sono stati del tutto insufficienti". La Fiom auspica quindi che nelle prossime due settimane possano "servire al Governo e alla Regione Campania per intervenire sui vertici della multinazionale affinché quel piano di soli tagli venga modificato, facendo rientrare produzioni che negli ultimi anni sono state delocalizzate. - concludendo - Solo così si potrà salvare lo stabilimento di Marcianise".

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