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Fiom: governo ha sbagliato, Ast voleva solo riduzione costi del lavoro

La Fiom-Cgil, dopo il fallimento della trattativa sulla vertenza Acciai Speciali Terni, sottolinea che "è stato un grave errore del governo quello di inseguire e ricercare la mediazione sul terreno dettato da Ast" perché era "un terreno delimitato e orientato alla semplice riduzione dei costi e in particolare alla riduzione del costo del lavoro".

"E' stato un grave errore del governo quello di inseguire e ricercare la mediazione sul terreno dettato da Ast. Un terreno delimitato e orientato alla semplice riduzione dei costi e in particolare alla riduzione del costo del lavoro" denunciano Rosario Rappa, Segretario nazionale Fiom-Cgil, e Gianni Venturi, responsabile per la siderurgia, commentando il fallimento della vertenza Acciai Speciali Terni, il cui unico socio è la multinazionale tedesca ThyssenKrupp. A causa del fallimento della mediazione tra governo e parti sociali, sono a rischio mobilità 550 operai dell'Ast. I sindacalisti della Fiom sottolineano quindi che era "inaccettabile una logica secondo cui le difficoltà e gli errori di questi anni possono essere scaricati esclusivamente sui lavoratori, tagliando salari, diritti, occupazione. - ricordando - Le nostre proposte e le nostre disponibilità sono note da tempo". Rappa e Venturi evidenziano infine che "l'anomalia ed il fallimento della trattativa va ricercata nelle inaccettabili pretese di Ast e nell’assenza di un qualsiasi quadro di riferimento in grado di dare prospettive certe alle strategie industriali ed occupazionali nel Gruppo, a cominciare dalla riduzione dei costi esterni, in particolare quelli legati all’approvvigionamento dell’energia e delle materie prime".

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