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Fiom, ex Bertone: Fiat fa doppio ricatto, voto è di legittima difesa

Referendum alla ex Bertone, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco, per capire se i lavoratori sono d'accordo sul piano Marchionne. La Fiom "non firmerà il testo" e considera il voto a favore "di legittima difesa" perché operai "sottoposti dalla Fiat ad un doppio ricatto".

Il 2 maggio i dipendenti Fiat della ex Bertone, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco, sono stati chiamati a votare il referendum che prevede l'accettazione, o meno, dei contenuti della proposta Marchionne atto a realizzare un investimento da 550 milioni di euro nonché produrre un modello Maserati nella fabbrica ferma ormai da 6 anni. Le votazioni per il referendum continueranno anche il 3 maggio, con urne aperte fino alle 18:00. Dopodiché vi sarà l'esito del voto, che appare abbastanza scontato, con una vittoria di chi si esprimerà a favore del piano Marchionne. Un voto, però "di legittima difesa", come spiega in una nota la Fiom-CGIL nazionale. "Consideriamo un atto di legittima difesa - si legge nel comunicato - la scelta delle delegate e dei delegati Fiom della Rsu ex Bertone, che non condividendo i contenuti della proposta Fiat e chiedendo alla Fiom in ogni caso di non firmare tale testo, per evitare di scaricare sui lavoratori le conseguenze di un risultato negativo, hanno indicato ai dipendenti di esprimere un formale consenso". In poche parole sembra che i dipendenti della ex Bertone voteranno a favore dell'accordo perché "non hanno altra scelta". Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-CGIL, ha infatti precisato che "le lavoratrici ed i lavoratori della Bertone sono oggi sottoposti dalla Fiat ad un doppio ricatto. La Fiat minaccia di non fare investimenti da un lato e dall'altro di riconsegnare la Bertone alla procedura concorsuale il che equivale al licenziamento collettivo dei 1.000 dipendenti". La Fiom quindi rende noto che "non firmerà il testo proposto per la ex Bertone per le stesse ragioni per cui non ha firmato i testi imposti dalla Fiat per Pomigliano e Mirafiori" ricordando di aver "presentato un ricorso nei confronti della Fiat che sarà discusso dal Tribunale di Torino il 18 giugno in relazione alla illegittimità e l'antisindacalità della costituzione delle Newco a Pomigliano e Mirafiori". In conclusione, si legge sempre nella nota, "la Fiom considera strumentale e non accettabile il tentativo della Fiat di mettere in discussione diritti indisponibili e l'esistenza stessa del CCNL tramite un uso dello strumento referendario che non permette un pronunciamento libero delle lavoratrici e dei lavoratori e per queste ragioni non dà alcuna indicazione di voto".

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