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Fiom: Fiat aggira leggi italiane e europee sul trasferimento d'impresa

La Fiom contro Fiat presenterà un ricorso legale, perché, dice Landini la newco "è finalizzata ad aggirare leggi italiane ed europee in materia di trasferimento d'impresa ed è finalizzata ad un carattere antisindacale" e che è "cambiata la società ma i lavoratori continuano a fare lo stesso lavoro".

La Fiom, Federazione Impiegati Operai Metallurgici, ha convocato una conferenza stampa sabato 16 aprile dove ha spiegato in modo chiaro e netto la volontà di presentare un ricorso legale contro la Fiat, che dovrebbe essere presentato oggi, lunedì 18 aprile, a Torino. Alla conferenza stampa erano presenti sia Maurizio Landini Segretario generale della Fiom-Cgil sia Giorgio Airaudo, Segretario nazionale responsabile per la Fiom del settore auto. La conferenza stampa, come era prevedibile, non ha avuto una grande eco mediatica a dispetto della sua importanza, e molto probabilmente sarà difficile comprendere bene le intenzioni di Fiom dai telegiornali. Per questo motivo sono illuminanti dei passaggi di Maurizio Landini tratti dalla conferenza stampa, che vi riportiamo letteralmente. Ecco le parole del Segretario della Fiom-Cgil sul ricorso contro Fiat: "Noi abbiamo deciso che la prossima settimana, molto probabilmente già nella giornata di lunedì, ed è un po' per la verità che eravamo pronti, abbiamo volutamente atteso per capire se si apriva o se si riapriva davvero un negoziato e un dialogo che avesse altre caratteristiche, ma a questo punto noi lunedì a Torino la Fiom nazionale, quindi il soggetto è la Fiom nazionale che fa l'azione, depositerà una azione legale nei confronti della Fiat che contesta sostanzialmente due cose. La sostanza è che la nascita delle newco così come l'ha strutturata e pensata la Fiat è finalizzata ad aggirare leggi italiane ed europee in materia di trasferimento d'impresa ed è finalizzata ad un carattere antisindacale perché tutto il ragionamento è costruito per fare in modo che ci sia una organizzazione sindacale, quella che non ha firmato quegli accordi, che sia in realtà fatta fuori, che non abbia più alcuno spazio, che sia esclusa di fatto dal negoziato. Il sistema di relazioni che si costituirebbe in Fiat è un sistema chiuso perché i sindacati che ne fan parte sono quelli che decide l'azienda e non quelli che decidono i lavoratori o che hanno una rappresentanza. In questo caso noi sosteniamo che a Pomigliano ma anche a Mirafiori per le cose che han fatto, noi siamo in presenza di un trasferimento d'impresa, è cambiata la società ma i lavoratori continuano a fare lo stesso lavoro che facevano prima e questa idea che viene chiesta ai lavoratori di dimettersi per poi essere riassunti firmando come sta avvenendo a Pomigliano ad oggi ne hanno assunti solo 12 da quello che noi conosciamo, e i tempi di realizzazione della Panda si stanno ulteriormente allungando rispetto a quello che la Fiat aveva sempre detto, però noi siamo in presenza del fatto che per aggirare anche leggi e norme italiane ed europee in materia di trasferimento c'è anche una procedura che ha queste caratteristiche. Noi con la nostra azione chiediamo di considerare nulli quegli accordi, perché appunto siamo in presenza di un trasferimento d'impresa, come avviene in Italia e in Europa quando c'è un trasferimento d'impresa, le lavoratrici e i lavoratori passano da un'impresa all'altra portandosi con se i diritti e i contratti nazionali che erano stati applicati in precedenza. Quindi l'azione che noi mettiamo in campo è un' azione che contesta alla radice il fatto che qui non si è fatto una nuova società perché c'erano delle ragioni industriali, come può avvenire, come è avvenuto tante volte in altri gruppi, ma è stata costruita per aggirare le regole del traferimento d'impresa, per non applicare i contratti nazionali di lavoro, ed evidentemente quindi anche con un carattere antisindacale perché finalizzata a fare in modo che ci sia un' organizzazione, in questo caso è la Fiom, che non avrebbe, secondo loro più alcun diritto, e via di questo passo".

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