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Fiom-CGIL scettica: ora governo ci chiami per piano industriale in Italia

A differenza di Cisl e Uil, la Fiom-CGIl rimane scettica sull'acquisizione di Chrysler da parte della Fiat, e chiede alla Presidenza del Consiglio di convocare tutte le parti per avere "certezza sugli investimenti del piano industriale per il nostro Paese".

Se i sindacati Cisl e Uil sono pienamente soddisfatti dell'acquisizione di Chrysler da parte della Fiat, rimane invece scettica la Fiom-CGIL che "prima di festeggiare, ritiene fondamentale capire i termini dell'accordo". Michele De Palma, responsabile per la Fiom-Cgil del gruppo Fiat, in una nota infatti spiega: "L'accordo raggiunto tra Fiat e il fondo Veba scongiura il rischio del fallimento della fusione, ma riteniamo che l'acquisto della restante quota capitale di Chrysler Group è stato possibile grazie alla massimizzazione del capitale industriale e umano delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Fiat in Italia - e sottolinea - Infatti, la proprietà non ha dovuto ricapitalizzare per raggiungere il 100% della Chrysler". La Fiom chiede quindi che "la Presidenza del Consiglio, così come si era impegnata a fare nell'incontro del 12 dicembre, convochi tutte le parti per affrontare il tema del futuro occupazionale e industriale degli stabilimenti italiani, e quindi avere certezza sugli investimenti del piano industriale per il nostro Paese".

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