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Fiat, Landini a Marchionne: reinventare l'auto, anche con la Fiom

Il segretario generale della Fiom-Cgil Maurizio Landini risponde alla lettera di Sergio Marchionne che criticava lo sciopero, e le sue ragioni, dei 209 operai che hanno incrociato le braccia lunedì scorso alla Maserati di Grugliasco, chiarendo all'ad della Fiat che "c'è bisogno di reinventare l'auto per avere modelli ecologici in grado di sfidare sul piano dell'innovazione di prodotto il mercato europeo" e per questo bisogna superare gli errori del passato che neanche la Fiom vuole più commettere.

Il segretario generale della Fiom-Cgil risponde alla lettera di Sergio Marchionne che criticava lo sciopero, e le sue ragioni, dei 209 operai che hanno incrociato le braccia lunedì scorso alla Maserati di Grugliasco. "Lei ritiene incomprensibile quello che è accaduto in Maserati, io credo che sia utile chiarire cosa è accaduto" precisa prima di tutto Maurizio Landini, chiarendo: "Lo sciopero di un’ora per tenere una assemblea coi lavoratori è stata una scelta presa dopo che ci è stato negato il diritto di poter discutere con i lavoratori. I delegati della Fiom hanno chiesto di tenere l'assemblea per discutere dei problemi che persistono nello stabilimento e avanzare proposte per risolverli, questa è la verità". Landini prosegue: "Il comportamento e le scelte dei delegati della Maserati di Grugliasco coincidono con una scelta generale della Fiom: con la sentenza della Corte costituzionale che riconosce il diritto ai lavoratori di potersi scegliere il sindacato e i delegati liberamente, per noi si sarebbe aperta una nuova fase. Nel primo incontro avuto con la direzione aziendale abbiamo chiarito due punti: che non avremmo firmato il CCSL e che non pretendiamo di cancellarlo, ma che nell'interesse dei lavoratori avremmo negoziato nel merito delle singole questioni. Inoltre, abbiamo chiarito che per quel che ci riguarda le azioni legali, che non sono mai state alternative alla contrattazione, erano tese ad un riconoscimento di democrazia, tanto che l'ultimo atto che abbiamo compiuto è stato l'accordo per il rientro dei delegati della Fiom nello stabilimento di Pomigliano". Landini ricorda quindi come "in questi anni difficili per la crisi e per il non riconoscimento dei diritti sindacali i lavoratori iscritti alla Fiom hanno pagato un prezzo molto alto ed ancora oggi negli stabilimenti persiste un doppio regime di diritti che per un interesse generale deve essere superato. - evidenziando - Nel Gruppo molte lavoratrici e lavoratori dopo anni di cassa integrazione, con il piano presentato a Detroit hanno davanti almeno altri due anni di ammortizzatori sociali in Italia. Io non credo che sia possibile continuare su una strada che non preveda la contrattazione, sia per gli stabilimenti che hanno volumi produttivi, sia per quelli che non li hanno". Maurizio Landini sottolinea quindi all'ad della Fiat che "c'è bisogno di reinventare l'auto per avere modelli ecologici in grado di sfidare sul piano dell'innovazione di prodotto il mercato europeo" ma rammenta che "per avere questi obiettivi c'è bisogno di partecipazione dei lavoratori, di libero confronto tra le parti, di salario e di prevenzione per la salute e la sicurezza" perché "i lavoratori sono il cuore della innovazione", concludendo: "E' necessario che si scriva una storia nuova. Vivere nel passato è un errore che nessuno può permettersi e, di sicuro, che la Fiom non vuole commettere".

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